rotate-mobile
Martedì, 7 Dicembre 2021
Calcio

"Lo Sport e la Shoah", sabato a Napoli s'inaugura la mostra dei cimeli

Palloni, scarpini, articoli di giornale, foto e maglie legate alle vite e alle storie di campioni sterminati dai nazisti e dalla guerra: l'esibizione girerà le scuole elementari e medie d'Italia

“Lo Sport e la Shoah: 1945-2020. 75 anni dalla scomparsa dei campioni del calcio nei campi di sterminio”.

Storie di pallone e dolore, per non dimenticare. Sabato e domenica prossimi a Napoli, nelle sale dell’Hotel Mediteranneo, verrà presentata la mostra che riporta alla luce i cimeli e le gesta di club e campioni del passato, cancellati dalla follia nazista o peggio ancora uccisi nei campi di concentramento. Saranno esposti palloni, scarpini, articoli di giornale, foto e maglie legate alle vite e alle storie degli anni della Seconda Guerra Mondiale. Un pallone originale e gli scarpini della Nazionale della Germania del 1913, il pallone del primo scudetto del Bayern Monaco, nel 1932, sotto la presidenza di Kurt Landauer, ebreo per 19 anni al comando del club più titolato di Germania.

C’è anche un pallone originale dello scudetto del Bologna del 1937, sotto la guida di Arpad Weisz, l’allenatore ungherese che rivoluzionò il calcio italiano: padre dello scudetto interista nel 1930, scopritore di Giuseppe Meazza, architetto del Bologna che tremare il mondo faceva: gli emiliani lo scaricarono dopo le leggi razziali, costringendolo a un vagabondaggio concluso solo nel più grande dei Lager. Poi cimeli che raccontano della Nazionale di calcio israeliana, dagli esordi ai giorni nostri, e anche al Femminile.

La mostra apre i battenti a Napoli, ma presto dovrebbe diventare itinerante e coinvolgere le scuole italiane primarie e medie inferiori. “Con l’aiuto del calcio potremmo far riflettere ancora di più i bambini e i ragazzi sulla tragedia della Shoah, in particolare sullo sterminio attuato dai nazisti, persino dei propri campioni dello sport, in particolare del calcio. Campioni con alto senso di appartenenza alla bandiera, “usati” come veicolo di promozione dei regimi totalitari dell’epoca. Sfruttati per “la facciata” e poi barbaramente uccisi solo perché, purtroppo per loro, ebrei e, quindi, diversi”, spiegano gli organizzatori Cesare Gaudiano e Giuseppe Crimaldi dell’associazione Italia-Israele, e Renato Mariotti, presidente dell’International Football Museum.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Lo Sport e la Shoah", sabato a Napoli s'inaugura la mostra dei cimeli

Today è in caricamento