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Domenica, 28 Novembre 2021
Il commento

Milan, perché il rinnovo di Pioli è un dovere morale

I rossoneri, sotto la guida del tecnico parmigiano, sono tornati ad essere protagonisti in Italia

Dieci vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta. è un ruolino di marcia da rullo compressore quello tenuto dal Milan in questa prima parte di stagione, con i rossoneri attualmente al comando della classifica di Serie A in coabitazione con il Napoli dopo dodici giornate. Il Diavolo, dopo i progressi mostrati già lo scorso anno, sta confermando nel torneo in corso di essere ormai rientrato a pieno titolo tra le big del nostro calcio, con il sogno scudetto mai come adesso tornato a prendere forma. Una crescita esponenziale che porta un nome e un cognome, quello di Stefano Pioli.

Pioli, dall'umiliante 5-0 con l'Atalanta al sogno scudetto

Sì, perché c'è tanto del tecnico parmigiano nella ritrovata grandezza rossonera. Basti pensare a dov'era il Milan appena due anni fa, travolto con un umiliante 5-0 dall'Atalanta e ormai in piena crisi d'identità. Sarebbe stato facile, in quel momento, lasciarsi andare alla deriva, sprofondando, ancora una volta, nell'anonimato. Eppure, proprio da lì, è iniziata la rinascita. Pioli, che con quella sconfitta rischiò addirittura il posto in panchina, riuscì a non perdere la bussola, a rimboccarsi le maniche e a ripartire. Ed il Diavolo, in pochi mesi, si è trasformato in un'altra squadra, anzi, è finalmente diventato squadra. 

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I segni della rinascita si sono visti soprattutto a partire dal post lockdown, con il Milan protagonista di una sontuosa scalata proseguita poi nella prima parte della scorsa stagione, prima del fisiologico calo nel girone di ritorno che non ha però fatto perdere le certezze acquisite dal gruppo rossonero. Già, perché la formazione di Pioli, grazie ad un gioco moderno e propositivo, si è ripresentata tirata a lucido ai nastri di partenza del nuovo campionato, candidandosi, stavolta con più autorevolezza rispetto allo scorso anno, come una delle pretendenti più accredite al tricolore.

Pioli, in attesa di un rinnovo di contratto che, salvo sorprese, arriverà presto, è riuscito in questi mesi non solo a dare un'identità di gioco ben chiara alla sua squadra, ma anche a far sentire tutti al centro del progetto, anche le cosiddette seconde linee. Non è un caso che i risultati siano arrivati anche in piena emergenza, quando il tecnico non ha potuto contare su elementi del calibro di Ibrahimovic, Giroud, Kjaer, Hernandez, Maignan e Florenzi. Il tutto senza mai alzare la voce, senza mai sbraitare dando vita a tristi teatrini davanti alle telecamere, ma mantenendo, al contrario, sempre il giusto aplomb. Una qualità sempre più rara nel calcio di oggi.

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