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Domenica, 25 Febbraio 2024
Ore decisive / Alessandria

Tacconi ancora in coma, i medici: "Piccoli segni di attività"

L'ex portiere della Juventus e della Nazionale di calcio è ricoverato per un'emorragia cerebrale. Gli specialisti che lo seguono spiegano che è stata evitata una seconda crisi. Il figlio: "Papà è una roccia"

Piccoli ma incoraggianti segnali per Stefano Tacconi, il 64enne ex portiere della Juventus e della Nazionale di calcio che è ricoverato all'ospedale di Alessandria dopo un'emorragia cerebrale che lo ha colpito venerdì 22 aprile. 

Andrea Barbanera, direttore della struttura di Neurochirurgia, e Fabrizio Racca, direttore della terapia intensiva del presidio sanitario, parlano di situazione "stazionaria". I medici spiegano che "Tacconi è farmacologicamente sedato, ma ha dato qualche segno di gesto finalistico. Il percorso sarà ancora lungo e i prossimi giorni saranno determinanti per capire l'andamento della situazione. Sicuramente il fattore tempo è stato fondamentale: aver riconosciuto il problema e aver centralizzato le cure, trasferendo il paziente in un ospedale hub, ha fatto la differenza per un intervento precoce al fine di evitare una seconda emorragia che sarebbe potuta essere fatale. Ora dobbiamo dare tempo a Tacconi di combattere, grazie alle cure che sta ricevendo in terapia intensiva, e affrontare con forza i prossimi giorni”.

Quando l'ex portiere si è sentito male, suo figlio Andrea era con lui. La sera prima avevano partecipato a un evento benefico ad Asti. "È in coma farmacologico - racconta Andrea in un'intervista al Corriere della Sera -. Dopo l'emorragia cerebrale ha subito un intervento che è andato bene. Ora bisogna aspettare, vedere come reagisce il fisico. I medici dicono che c'è stato un leggero miglioramento, ma sono cose lunghe. La cosa che mi dà speranza è che l'ho visto colorito in faccia, ha mosso un po' gli occhi e gli arti. Lui fisicamente è una roccia". Andrea ripercorre il giorno della corsa in ospedale:  "La mattina si è alzato dicendo che aveva un po' di mal di testa. Ha fatto colazione, ha preso un Oki. Non ha mai avuto niente, non ci siamo allarmati. Un paio di ore dopo, è sceso dalla macchina ed è crollato all'improvviso. Per fortuna i soccorsi sono arrivati subito".  

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