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Martedì, 28 Maggio 2024
Calcio

L'allenatore col Covid segue la partita da casa e si scatena: il video spopola sui social

Il tecnico Steffen Baumgart allena il Colonia, tra le sorprese della Bundesliga. Coppola sempre rigorosamente in testa e temperamento caldissimo, è già personaggio di culto in Germania

In una Bundesliga dominata da una Bayern in fuga e da un Dortmund nel ruolo di longanime inseguitore, una squadra ha catalizzato l’attenzione degli appassionati, del popolo dei social e persino degli influencer di moda. Tanto di cappello al Colonia, quindi, formazione dal glorioso passato antecedente alla caduta del muro di Berlino (con tre scudetti tedeschi, quattro coppe nazionali ed iconici giocatori a vestirne la maglia come – citandoli random - Karl-Heinz Schnellinger, Wolfgang Overath, Bernd Schuster, Harald Schumacher e Pierre Littbarski) ed ora ritornata nel gotha del calcio teutonico dopo un reiterato ascensore dalla Zweite Bundesliga negli ultimi due lustri.

Ma il modo di dire legato al copricapo, da togliersi al cospetto della formazione dei Geißböcke (ovvero i caproni, animale raffigurato anche nello stemma del club) attualmente in bagarre per la conquista di un posto in Europa, va inteso anche nell’eccezione più completa del termine, considerando che rappresenta l’elemento caratterizzante dell’outfit del suo tecnico, Steffen Baumgart, divenuto in Germania personaggio di culto.

Un passato da attaccante (sette anni all’Hansa Rostock) ed una seconda vita da meccanico e poliziotto, l’attuale tecnico dei biancorossi si è fatto conoscere al grande pubblico non solo per aver portato alla ribalta nazionale una piccola realtà come Paderborn, finita nell’élite del massimo campionato dalla terza serie nel breve volgere di due anni, ma anche per il suo focoso modo di vivere gli incontri. Tanto in campo, dove colleziona richiami da parte dei direttori di gara per oltrepassare regolarmente i confini dell’area tecnica a lui riservata, quanto tra le pareti di casa. Come testimonia il video girato dalla figlia Emilia e pubblicato su TikTok, in cui Baumgart, costretto a casa dal Covid e coppola rigorosamente in testa, osserva alla tv il match dei suoi contro il Friburgo interagendo via smartphone coi suoi collaboratori sul campo e dispensando urla come se fosse a bordo campo.

Per la cronaca, quel match è stato vinto dal Colonia con una rete di Anthony Modeste, un altro dei segreti della scalata dei “Caproni”. Il bomber francese sta vivendo la sua terza esperienza in biancorosso dopo quella esaltante nel biennio 2015-2017 (45 gol in 73 incontri) e quella dimenticabile tra il 2019 ed il 2020 seguente al suo ritorno dalla Chinese Super League affrontata con la casacca del Tianjin Tianhai. La successiva fallimentare parentesi del Saint Etienne nel primo semestre del 2021 sembrava assumere i contorni di ultima fermata nel calcio che conta del bomber di Cannes, a cui invece Baumgart ha deciso di rinnovare la fiducia posizionandolo al centro dell’attacco. Ed il francese, a seguito di allenamenti mirati volti a riacquisire uno stato di forma fisica ed atletica ottimale, è tornato di nuovo ad essere letale: 15 centri – uno meno di Haaland - in Bundesliga più tre in Coppa per un totale di 18 reti in venticinque presenze.

Intanto, il sogno del Colonia continua. Ora in programma c’è la sfida contro il fanalino di coda Greuther Furth ed a seguire i due scontri diretti contro Hoffenheim e Leverkusen, che potrebbero rilanciare le ambizioni dei biancorossi. E senza dubbio scalderanno il cuore del popolo del Rhein Energie Stadion, tempio del tifo locale, così come l’animo del suo tecnico deciso a giocarsi fino alla fine uno degli slot utili per l’approdo nelle coppe continentali. In linea con la sua affermazione, risalente allo scorso anno, che è già divenuta un must per gli addetti ai lavori: “Una partita non è conclusa fino a quando l’arbitro non fischia e io smetto di imprecare”. Perché, in fondo, come sostiene Casiraghy, “Ogni cappello ha le sue idee nascoste”. Chissà se, sotto la sua coppola, Baumgart covi quella di ridare al Koln, a distanza di trent’anni esatti dall’ultima partecipazione all’allora Coppa Uefa, una dimensione europea?

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