rotate-mobile
Domenica, 5 Dicembre 2021
Calcio

L’assurdità della Superlega e di chi ancora la sostiene

Il fantasma della Superlega continua ad aleggiare sul calcio europeo, nonostante il progetto sia stato bocciato da più parti

La Superlega non muore mai, ma continua ad essere bocciata. Ieri il Parlamento Europeo ha votato sul torneo: 597 i “no” alla nuova competizione su 688 votanti, e in 55 si sono astenuti. Dopo il popolo anche la politica chiude la porta alla rivoluzione del calcio dei “ricchi e potenti” nata e fallita nel giro di appena quarantotto ore. Non c’è spazio nel football per un campionato dei migliori e che viene destinato ai migliori, una competizone in cui le big si sfidano giornata dopo giornata immerse nell’oro e le altre le stanno a guardare.

La Superlega è un’assurdita

La Superlega è un’assurdità nella sua idea ancor più che nei modi in cui è stata presentata. Dodici grandi club europei dal giorno alla notte volevano cambiare il calcio, un colpo di mano poco limpido e lucido, a ben vedere. Juventus, Milan, Inter, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Liverpool, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Manchester United e Tottenham si erano messe d’accordo per crearsi una loro competizione, con il sostegno di un giro d’affari da miliardi di euro con cui, tra l’altro pensavano di convincere anche altre squadre, Bayern Monaco e PSG in testa.

Le rivoluzione è fallita per il muro alzato dall’Uefa e dai tifosi inglesi subito scesi in piazza per gridare forte il loro “no”. Il calcio d’elite non piace alla gente, non tanto per lo spettacolo che potrebbe offrire, avere ogni settimana una decina di grandi partite può solo fare piacere, ma per la sua identità elitaria.

Nella sua prima stesura la Superlega prevedeva quindici posti assegnati per “meriti e storia” e cinque aperti alle migliori squadre di tutto il Continente nell’annata precedente. Cinque squadre a lottare tra centinaia per un posto al sole, mentre le altre quindici dovevano essere ricompensate con centinaia di milioni a testa a creare un divario insosteniibile rispetto al resto del mondo. 

La Juventus continua a volere la Superlega

Appena annunciata la nuova competizione, chi l’ha lanciata, ha subito detto che non avrebbe per nulla affondato i campionati nazionali. Certo, pensate quanto potrebbe essere interessante la Serie A con le tre big che si mettono in tasca oltre 300 milioni dalla Superlega, solo come premio di partecipazione, e poi vanno a giocare contro chi dai diritti tv ne incassa massimo 50, il Napoli per dire, oppure 30, lo Spezia, solo per fare un altro esempio. Quanto potrebbe durare un torneo del genere, che appeal potrebbe avere?

La realtà è che la Superlega è assurda e chi ancora la sostiene è ancora più assurdo. Juventus, Real Madrid e Barcellona non si arrendono, vogliono la competizione e urlano a gran voce che è l’unico modo per salvare il calcio arrivato sull’orlo del baratro. La difesa sembra un po’ debole, soprattutto se fatta da chi fino a ieri pagava 30 milioni all’anno a Cristiano Ronaldo e ancora oggi ne concede sette a giocatori come Ramsey e Rabiot.

La crisi del calcio deriva dalla poca competenza dei suoi dirigenti, sia di chi organizza e gestisce le competizioni, Champions League in testa, sia di chi  porta avanti i progetti tecnici ed economici delle singole squadre, e sarebbe inutile crerare una Superlega in cui in quindici guadagnano e alle altre restano le briciole, così non si salva il calcio, ma lo si affonda defintivamente. 

Il fanstasma aleggia ancora, il progetto aveva già trovato i finanziatori e fino a quando anche solo un club ci crederà, di Superlega si continuerà a parlare. La competizione è già stata rivista più volte, ma come già detto, non è il regolamento che conta, ma l’idea: il calcio non è elitario, il calcio è da sempre passione popolare, negli ultimi anni si è fatto di tutto per allontanarlo dalla gente, ma evidentemente non ci si è riusciti del tutto, per fortuna.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’assurdità della Superlega e di chi ancora la sostiene

Today è in caricamento