Inter, a sinistra serve un altro ''Hakimi''

Per fare il salto di qualità nella prossima stagione, Conte ha bisogno di esterni di primo livello. A destra arriverà il marocchino ex Borussia, ma il vero problema è sulla banda mancina

Hakimi nel match di Champions contro l'Inter (FOTO ANSA)

Se c'è una cosa che abbiamo imparato da questa prima stagione di Conte all'Inter è che gli esterni di centrocampo hanno un ruolo fondamentale nell'economia di gioco e nel mantenimento del giusto equilibrio. Nel 3-5-2 ''contiano'' i due uomini sulle fasce sono quelli che hanno più compiti: oltre a coprire tutta la zona più esterna del campo, devono essere camaleontici, passando da quinto terzino quando si difende, ad attaccanti aggiunti durante la fase offensiva. In questa stagione l'allenatore nerazzurro ha avuto in rosa ben sei elementi (più uno) da impiegare sulle corsie esterne, anche se nessuno di loro ha convinto pienamente, riuscendo a far fare alla squadra quel salto di qualità che serve per ambire a grandi trofei. A destra il titolare è sempre stato Candreva, probabilmente il migliore dei ''sei'' sotto la guida di Conte: Moses si è dimostrato molto bravo ad offendere ma poco in copertura, Lazaro è durato soltanto qualche mese, mentre D'Ambrosio, duttile e malleabile, è stato impiegato più come terzo a destra in difesa che come esterno. Ma se per la fascia destra del prossimo anno è già stato preso Hakimi, per quella sinistra il casting è ancora in corso. Da Asamoah a Biraghi, passando per l'ultimo arrivato Young, nessuno sembra all'altezza di diventare il titolare fisso nella prossima stagione.

Inter, il problema fascia sinistra

Dai tempi di Roberto Carlos, la fascia sinistra è sempre stato un problema per l'Inter. Anzi, il problema. Esclusi Maxwell e Chivu, oltre all'adattato Zanetti, la cui presenza non a caso ha coinciso con gli anni di vittorie con Mancini e Mourinho, sulla banda mancina hanno trovato spazio una serie di flop, più o meno clamorosi. La lista è lunga e alcuni nomi faranno rabbrividire i tifosi nerazzurri: da Macellari ad Alvaro Pereira, da Georgatos al brasiliano Gilberto, fino ad arrivare all'incubo Gresko. Arrivando ai giorni nostri, il trio a disposizione di Conte non ha convinto. Asamoah, che partiva come titolare, è stato più fuori che in campo, non dando alcuna garanzia neanche per il prossimo anno. Biraghi, nonostante il cuore nerazzurro, ha mostrato luci e ombre, mentre Young, nonostante un inizio promettente e un impegno mai in discussione, è caduto in alcuni errori grossolani per un giocatore della sua esperienza, errori che in alcuni casi (vedi Sassuolo), si sono rivelati fatali. L'inglese inoltre paga il dazio di non essere un mancino naturale, fattore chiave per chi gioca a sinistra: tecnicamente, dover rientrare spesso sul destro fa perdere un tempo di gioco, facendo crollare, e di molto, il numero dei cross ''a uscire'' che si fanno da fondo campo.

Inter, i nomi per la fascia sinistra

Chi vedremo l'anno prossimo a sinistra? Asamoah sembra sul piede di partenza, Biraghi è ancora in bilico tra Milano e Firenze, mentre Young non è ancora certo di restare. Dal Verona tornerà il giovane Dimarco, che proverà a giocarsi nuovamente le sue carte in ritiro con Conte. I nomi nuovi che circolano maggiormente sono due: Gosens e Emerson Palmieri. L'atalantino, che con Gasperini gioca nel medesimo ruolo, quest'anno è stato devastante e conosce bene il calcio italiano: resta da capire se la Dea vorrà privarsi di uno dei suoi pezzi pregiati. Il nome più caldo sembra invece quello di Emerson Palmieri, terzino italo-brasiliano che nel Chelsea è chiuso da Alonso. Il mancino dei Blues, nel giro della Nazionale, ha caratteristiche meno offensive di Gosens, ma vanta un'ottima corsa, ha un piede delicato e soprattutto un prezzo più abbordabile dell'esterno dell'Atalanta. Per questo motivo, anche secondo i bookmakers, il suo arrivo a Milano è molto più probabile

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Inter, perché serve un altro Hakimi

Corsa, tecnica, tempismo: l'esterno di Conte deve saper fare tutto. Come detto ad inizio articolo, nel 3-5-2 gli esterni sono fondamentali e devono avere delle caratteristiche ben precise. Hakimi, il terzino che in questa stagione ha militato nel Borussia Dortmund (il cartellino era del Real Madrid), ha dimostrato, anche contro l'Inter, di raggruppare tutte le doti richieste dal tecnico. Giovane, forte fisicamente, molto bravo sia difendere che ad attaccare, veloce ed abile sotto porta: non a caso nei due match di Champions contro i tedeschi il laterale marocchino è stata una vera e propria spina nel fianco, senza dimenticare la doppietta nella rimonta subita dai nerazzurri in Germania. Un ''treno'' che potrebbe ricordare (il condizionale è d'obbligo) il gigante Maicon, forse il miglior terzino destro dello scorso decennio, facendo dimenticare anche uno dei rimpianti più recenti dell'Inter, quel Cancelo adesso in forza al Manchester City. A sinistra serve un giocatore così, dal piede mancino, che possa garantire copertura al terzetto della retroguardia e sostegno alle punte: un compito non semplice per Marotta e Ausilio, al momento i calciatori in circolazione che rispondono a questo identikit sono merce rara.

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