Calciomercato Juventus, Sarri ora avrà più voce in capitolo: occhi puntati su Raul Jimenez

Ora c'è l'assalto alla Champions League. Ma si pensa già al 2020-2021, l'allenatore non ha fallito, è riuscito a tenere la barra dritta nonostante le difficoltà inedite di questo campionato e avrà più voce in capitolo in sede di mercato

Raul Jimenez è un obiettivo della Juventus. Foto Ansa/Epa

Sarri, buona la prima (annata). Ora c'è l'assalto alla Champions League. Ma l'allenatore intanto non ha fallito, è riuscito a tenere la barra dritta nonostante le difficoltà inedite di questo campionato: la Juve ha dimostrato di avere quella continuità necessaria che nessun'altra formazione è riuscita ad avere. Cambiano negli anni le avversarie: Roma, Napoli, Inter, Lazio, ma alla fine c'è sempre qualcosa che interrompe i sogni di gloria anti-juve e la formazione bianconera si ritrova a festeggiare l'ennesimo (il nono in questo caso) scudetto consecutivo. Basti pensare che dopo il lockdown la Juve ha rallentato vistosamente, gli altri hanno rallentato più di lei. Sarri è stato scelto per vincere e per dare la sua impronta alla Juventus dopo lo straordinario quinquennio di Massimiliano Allegri (cinque scudetti e due finali di Champions League). Per far vedere lo splendido gioco visto e Empoli e Napoli, condito dalla presenza dei Campioni. 

Al termine del primo anno il bel gioco si è visto soltanto a sprazzi e le grandi individualità, Cristiano Ronaldo in testa, hanno consentito alla squadra bianconera di continuare la sua cavalcata vincente in campionato frutto del fatto che in partita secca la Juve si può battere; in campionato no. Ora il prossimo, vero, impegno, è la Champions League. Lo scudetto non è mai stato realmente in discussione. Almeno dopo il lockdown: dopo una partita sola la Juve era passata dal +1 al +4, fino al +8 di lunedì sera nonostante la striscia di tre partite senza vittore tra Milan, Atalanta e Sassuolo. Però i numeri parlano di una squadra ancora da registrare sotto tanti punti di vista, verso il ritorno in Champions League e soprattutto verso il 2020-2021. 

Ora c'è l'ostacolo Lione in Champions League. E per fare in modo che l'ostacolo europeo possa essere superato almeno superando gli ottavi, quelle difficoltà palesate in campionato dovranno scomparire, per dare l'assalto all'obiettivo principe della stagione. La Champions League che a Torino manca dal 1996. E' molto probabile che Sarri, dopo aver portato a casa lo scudetto, si sia guadagnato il "diritto" di restare in panchina anche l'anno prossimo, dopo un mercato fatto ascoltando le sue esigenze tattiche. Il mister toscano è entrato in punta di piedi nel mondo Juve. Ora la società, se ha deciso che è lui l'allenatore giusto, gli dovrà regalare 2-3 pedine importanti in sede di calciomercato. I due nuovi arrivi, Arthur e Kulusevski, sembrano andare in questa direzione. Ma la sensazione è che arriverà anche un colpo importante in attacco, un altro ancora a centrocampo almeno un laterale difensivo di livello europeo.

Tante opzioni per il centrocampo. Jorginho, pupillo di Sarri, costa tantissimo e non sembra più essere la primissima scelta. Più concreta la pista che porta a Manuel Locatelli, ex Milan, cresciuto tanto a Sassuolo. Piace molto a Paratici. In attacco occhi puntati su Raul Jimenez del Wolverhampton, attaccante messicano che segna ma soprattutto sa far segnare i compagni e sarebbe spalla ideale tanto di Dybala quanto di Cr7. Per il momento i Wolves sono freddi sull’ipotesi contropartite (ma l'inserimentio di Ramsey nella trattativa potrebbe iniziare a cambiare le carte in tavola). Il nome più caldo resta quello di Arkadiusz Milik, anche se De Laurentiis non farà sconti sul cartellino in casa di un concreto interessamento bianconero. Tra i probabili partenti figurano invece  - oltre a Pjanic già ceduto al Barcellona - Khedira, Higuain, Rugani e forse anche Matuidi e Bernardeschi. In bilico la posizione del fragilissimo Douglas Costa.

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Prima però c'è da pensare alla strana fase finale di Champions in Portogallo. Superare almeno lo scoglio Lione è l'obiettivo minimo per valutare positivamente la prima stagione di Sarri a Torino. Un'uscita ai quarti contro City o Real Madrid non sarebbe vissuta come un fallimento
 

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