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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Calcio estero

"Vogliamo i top player. Nella Liga vogliamo i 500 migliori giocatori del mondo"

Il Barcellona ha prelevato Luis Suarez dal Liverpool, il Real Madrid ha risposto strappando James Rodriguez al Monaco e Toni Kroos al Bayern Monaco

Mentre il calcio italiano è alle prese con la palude delle elezioni federali, la Spagna si prepara a vivere un campionato d'oro. Gli acquisti top abbondano per merito soprattutto dei due colossi, Barcellona e Real Madrid, che staccano assegni pieni di zeri. I catalani hanno prelevato Luis Suarez dal Liverpool, i blancos hanno risposto strappando James Rodriguez al Monaco e Toni Kroos al Bayern Monaco. In pratica, Barça e Real hanno fatto shopping in Inghilterra, Germania e Francia. 

Se Juan Cuadrado e José Callejon dovessero fare le valigie per la Spagna, anche la Serie A spedirebbe un big nel torneo iberico. "Non ci fermeremo, vogliamo i migliori 500 giocatori del mondo", dice Javier Tebas, presidente della Liga. Non fa follie vere e proprie l'Atletico Madrid, campione di Spagna in carica. La cessione di Diego Costa al Chelsea, però, ha consentito ai colchoneros di spendere quasi 50 milioni di euro per arruolare Mario Mandzukic e Antoine Griezmann.

L'Atletico, come altri club di fascia medio-alta, deve fare i conti con pesanti situazioni debitorie. Sul quadro generale influisce la ripartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi: Barcellona e Real Madrid nell'ultima stagione hanno incassato circa 140 milioni di euro a testa e si sono spartite il 50% della torta globale nel sistema dominato dalla contrattazione individuale. A livello complessivo, il calcio spagnolo ha ancora i conti in rosso, ma ha progressivamente idotto i debiti di oltre 200 milioni di euro portandoli a 3,573 miliardi di euro in base ai dati disponibili per il 2012-2013. 

Le società hanno mediamente ridotto i costi del 7% e gli ingaggi del 2,3%. Nei bilanci e in campo, il gap tra le due big e le altre è immenso: per colmarlo, almeno in parte, la Liga studia la conquista di nuovi mercati, accendendo i riflettori su Stati Uniti e Asia. La Liga, ammette Tebas, è ancora lontana dagli standard commerciali che caratterizzano la Premier League. 

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