Martedì, 21 Settembre 2021
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"Cristiano Ronaldo? Bambino presuntuoso, quando segna ulula come una scimmia"

Tifosissimo del Real Madrid, il celebre scrittore spagnolo Javier Marias non sembra aver preso molto bene la notizia del passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus

Tifosissimo del Real Madrid, il celebre scrittore spagnolo Javier Marias non sembra aver preso molto bene la notizia del passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus: "Quando segna ulula come una scimmia, i bianconeri non si aspettino che lotti per i loro colori"

"Dal punto di vista umano è un sempliciotto, gli manca l'intelligenza di Di Stefano o Cruyff o Zidane - dice a Vanity Fair - È così privo di modestia che dovrebbe suscitare antipatia. La cosa curiosa è che non arriva nemmeno a fare antipatia, per quanto risulta puerile. La sua presunzione manca di spavalderia e risentimento, a differenza per esempio di Maradona. Arrabbiarsi con lui sarebbe come arrabbiarsi con un bambino di cinque anni che sta muovendo i primi passi nel mondo forgiandosi una personalità".

"Il suo è un caso davvero paradossale - continua - Si sarebbe dovuto dedicare a uno sport individuale, tennis, boxe, atletica, Formula 1. Ha l'atteggiamento di un Cassius Clay e tuttavia gli è toccato distinguersi in un gioco collettivo, un impiccio per lui. Ha ambizioni immense, ma solo a titolo individuale. Ovviamente, è felice che la sua squadra vinca, ma solo perché questo gli garantisce un riconoscimento in più sulla maglietta, un titolo in più sul curriculum, un record in più nella sua collezione privata".

"Sul campo l'abbiamo visto quasi infastidito, quasi triste, tutte le volte che il Real metteva a segno un gol importante, perfino decisivo, e non aveva segnato lui ma un compagno. Quando invece l'autore della prodezza era lui, l'abbiamo visto atteggiarsi in modo eccessivamente ridicolo e vanitoso, togliendosi la maglietta ed esibendo i muscoli in tensione, ululando come una scimmia, curandosi di schivare il più possibile i compagni di squadra per godersi da solo gli applausi e l'esagerata celebrazione''.

"Non ricordo di averlo mai sentito ringraziare o complimentarsi con un suo compagno - aggiunge Marias - nemmeno con chi gli aveva servito un gol su un piatto d'argento con un passaggio inverosimile e astuto. Cristiano è rimasto al Real per nove stagioni, ma non l'abbiamo mai sentito come un giocatore del Real Madrid, piuttosto del Real Ronaldo. Come se nella sua immaginazione fosse un eccellente tennista o boxeur, che ha però bisogno di altre persone in divisa intorno a sé. La Juventus non si deve certo aspettare che Ronaldo lotti per i suoi colori. A meno che non sia convinto che la maglia a righe bianconere gli stia particolarmente bene".

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