Martedì, 16 Luglio 2024
Firenze

Dentro il tunnel Tav: così l'alta velocità cambierà Firenze

Nardella, Giani, Salvini e l'ad di Ferrovie Ferraris 'accendono' la fresa dello scavo di cui si parla dal 1996. La fine lavori annunciata per il 2028: "E' la volta buona"

Quando se ne è cominciato a parlare era il secolo scorso. Internet era appena nato e il mondo era ancora analogico. Dal 1996 a Firenze si parla di alta velocità. Ora potrebbe essere finalmente il momento della svolta. 

Parliamo del sottoattraversamento ferroviario della città, per consentire una separazione netta dei flussi tra treni regionali e quelli ad alta velocità e della nuova stazione dell’Alta Velocità di Firenze Belfiore.

Una speranza affidata a un  'bestione' impressionante. Lungo centodieci metri, più di un campo di calcio, pesante mille e cinquecento tonnellate, con un diametro di scavo di oltre nove metri. È la 'talpa', la fresa Tbm (Tunnel boring machine) che scaverà uno dei due tunnel paralleli che costituiranno il sottoattraversamento del capoluogo toscano.

Giace a Campo di Marte (stazione dell'omonimo quartiere, situata a Nord Est del capoluogo toscano) da anni. Una decina per la precisione, tra inchieste e fallimenti di chi i lavori doveva realizzarli. “Oggi à la volta buona”, dicono in coro il sindaco Dario Nardella, il presidente della Regione Eugenio Giani, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Luigi Ferraris e il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, arrivato da Roma per premere anche lui il pulsante che ha avviato simbolicamente la fresa.

Cinque anni: obiettivo 2028

“Entro cinque anni opera completata”, scandisce Salvini, ministro da sei mesi ma pronto alla passerella. Lo scavo vero dovrebbe partire entro l'estate secoindo FS. 

“Entro il 2028 saranno realizzati il sottoattraversamento di circa sette chilometri e la nuova stazione di Belfiore”, si legge ancora. Parliamo del pacchetto di lavori che prevedono il sottoattraversamento ferroviario della città e la nuova stazione Alta Velocità di Belfiore. Cinque anni di lavori dunque, per un progetto, quello di tunnel e stazione Foster, previsto fin da una conferenza dei servizi del 1996, ben ventisette anni fa, come ricorda lo stesso Salvini.

“Parte un passaggio fondamentale per la mobilità di tutta la città - scandisce il sindaco Nardella -. Nascerà un servizio urbano metropolitano ad alta frequenza e alta accessibilità che ridurrà il traffico privato e l'inquinamento. E con la stazione Foster realizzeremo il più importante nodo intermodale per dimensioni in città di questo tipo. Un hub unico nel suo genere in Italia dove si incroceranno bus urbani e interurbani, tramvia e ferrovia".

La stazione Foster - Belfiore

La nuova stazione 'Firenze Belfiore', progettata da Foster & Partners e Ove Arup & Partners sarà una struttura di circa 450 metri di lunghezza  cinquanta di larghezza, con un’estensione di 45mila metri quadrati, posta su quattro livelli, fino a venticinque metri sotto il livello stradale. La copertura si eleverà per circa diciotto metri in altezza e sarà in acciaio e vetro, così da consentire alla luce naturale di illuminare anche il livello più basso, dove fermeranno i treni veloci.

Due miliardi e 700 milioni di euro spesi con uno scopo

Lo scopo principale di tutta l'operazione, per la quale sono già stati spesi nel corso degli anni diverse centinaia di milioni di euro (Rete Ferroviaria Italiana è il committente dell’opera, a Italferr è stata assegnata la direzione dei lavori e l'investimento complessivo è, si fa sapere oggi “di circa 2,7 miliardi di euro”), è quello di liberare i binari di superficie, per potenziare il servizio regionale destinato ai pendolari.

“Qualunque inconveniente tecnico sul nodo cruciale di Firenze provoca pesanti effetti sulla circolazione ferroviaria nazionale. È evidente quanto sia importante separare itinerari e flussi di treni, avere tracciati distinti assicura più efficienza e puntualità”, spiega l'a.d. di ferrovie Ferraris.

“Oggi i treni veloci per entrare e uscire da Santa Maria Novella impiegano quattordici minuti. A lavori finiti ce ne vorranno solo sei per la discesa e la salita dei passeggeri”, afferma il Governatore Giani. Un risparmio dunque di otto minuti.

People mover

La nuova Foster sarà collegata alla stazione di Santa Maria Novella, che dista circa un chilometro, da un people mover, ovvero da un sistema di trasporto pubblico di ridotta estensione completamente automatizzato. “Anche quello sarà pronto nel 2028”, assicurano Ferraris e Giani. "Non occuperà alcuno dei binari attualmente destinati ai regionali", assicura l'ad di Fs.  Il costo? Giani ha parlato di circa 120 milioni, ma la cifra è da confermare.

"Progetto vecchio e sbagliato": la protesta dei No Tav 

Ma non tutti sono entusiasti del progetto: "Liberare i binari per i treni regionali? Presto e bene? Opera strategica? Fesserie. Oggi di fronte alla fresa, sequestrata dieci anni fa dalla magistratura, Giani e Nardella si attaccano alle sottane del ministro perché questo progetto vecchio e sbagliato vada avanti a dispetto del buon senso", si legge in una nota diffusa dal comitato No Tunnel Tav, che annuncia una ripresa della mobilitazione per contrastare l'opera.

"Nessuno dice che la fresa non è completa, sono da fare lavori di consolidamento ad edifici, c'è da sostituire il Ponte del Pino, non ci sono i progetti rivisitati di stazione e people mover, manca la Valutazione di impatto ambientale per la Foster. Si tace sui reati consumati per questo progetto e di dimentica che - concludono i No Tav -, con una spesa infinitamente minore e senza problemi si potrebbero potenziare le linee di superficie per i pendolari".

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