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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Doping anche nel ciclismo amatoriale: 6 arresti

Vasta operazione del Nas dei carabinieri partita dalla procura di Massa: ventidue le perquisizioni in sei regioni. Sequestrate 200 dosi di farmaci anabolizzanti.

Blitz anti-doping del Nas dei carabinieri, su mandato della Procura di Massa. Sei gli arresti - quattro in carcere e due ai domiciliari - e dieci gli obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria. In tutto sono state ventidue le perquisizioni, nell'ambito di un'indagine sul doping nel ciclismo amatoriale, in sei regioni diverse: Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere dedita al traffico e al commercio di sostanze vietate per doping, ricettazione, assunzione di sostanze dopanti, esercizio abusivo della professione medica e truffa ai danni dello Stato.

L'INCHIESTA. Le indagini, secondo quanto spiegato dagli investigatori, sono partite nel 2009 con l'avvio di accertamenti su alcuni partecipanti a due gare ciclistiche amatoriali.

Alcuni atleti, secondo quanto riporta l'Ansa, "erano risultati positivi a sostanze vietate per doping, in base ai risultati delle analisi su campioni biologici prelevati da personale medico della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive". Le successive indagini hanno portato alla scoperta di "un consistente traffico di sostanze dopanti, in particolare a base di eritropoietina (Epo) provenienti dalla Campania", portato avanti da "un'organizzazione criminale, composta da quattro persone che operava nell'ambito del ciclismo amatoriale toscano".

Nel corso dell'inchiesta sono state sequestrate circa 200 dosi di farmaci anabolizzanti, di cui 140 a base di Epo, nonchè alcune confezioni monouso di medicinali contenenti due nuove tipologie di sostanze dopanti: il Cera (Continuous Erythropoietin Receptor Activator - attivatore continuo del recettore dell'eritropoietina, chiamato anche ''eritropoietina di terza generazione'') e l'Epo Zeta. Si tratta, spiega il nas, di principi attivi, tra gli ultimi ritrovati nella pratica doping, di difficile individuazione nelle analisi di laboratorio.

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