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Euro 2024
Le protagoniste dell'Europeo

Euro 2024, alla scoperta dell'Austria: calendario partite, convocati, possibili sorprese e pronostici

I biancorossi, ai blocchi di partenza della rassegna continentale per la quarta volta, puntano a bissare la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta come accaduto tre anni fa, quando furono estromessi dall'Italia

Finita nel Gruppo D che, perlomeno sulla carta, sembra quello in grado di garantire maggiore equilibrio, l’Austria punta a superare una prima fase bissando quel traguardo raggiunto nella scorsa edizione. Compito non semplice, considerando che la qualità della Francia dovrebbe lasciare aperti i giochi solo per il secondo posto, ma alla portata in considerazione degli evidenti progressi messi ultimamente in mostra. In questo senso, la sfida di apertura contro i transalpini (la sera del 17 giugno a Dusseldorf alla Merkur Spiel Arena) potrebbe anche essere utile per “rodarsi” in vista dei due successivi impegni, determinanti per il passaggio del turno. L’Austria sarà infatti di scena a Berlino il 21 giugno contro la Polonia e poi quattro giorni più tardo nello stesso impianto contro l’Olanda.

La storia

Das Team (letteralmente la squadra) proverà a ritagliarsi uno spazio da tempo negato dalla Coppa del Mondo, dove i biancorossi non si qualificano dal 1998 e non vincono una partita addirittura dai tempi di Italia ‘90. Solo leggermente meglio la situazione in campo continentale, con la prima partecipazione datata “solo” 2008 in qualità di paese organizzatore della competizione insieme alla Svizzera, conclusa peraltro senza vincere come del resto otto anni dopo nella kermesse organizzata in Francia. Le prime soddisfazioni in zona “Euro” sono arrivate nell’edizione del 2021: doppia vittoria contro Macedonia del Nord ed Ucraina e secondo posto nel gruppo C dietro all’Olanda. Il cammino nella fase ad eliminazione diretta si è concluso subito, agli ottavi di finale contro l’Italia, che si è imposta ai supplementari per poi alzare la coppa.

Come si è qualificata

Il passo del’Austria nel percorso che l’ha portata ad obliterare il biglietto per la Germania è stato quello di una big. I biancorossi al termine della tornata di gare di metà ottobre avevano già messo al sicuro la partecipazione ad Euro 2024, cedendo il passo al solo Belgio davanti al pubblico di casa dopo aver imposto l’1-1 al “Re Baldovino” di Bruxelles. Per il resto, solo vittorie: 4-1 ed 1-0 all’Azerbaijan, 2-1 e 2-0 all’Estonia, e soprattutto 2-0 e 3-1 all’insidiosa Svezia, prendendosi anche il lusso di battere in amichevole a novembre la Germania e demolire in primavera la Turchia con un rotondo 6-1.

L’allenatore

?Prima esperienza in nazionale per il 66enne Ralf Rangnick, che ha lasciato la comfort zone costituita dalla sua nazionale d’origine (dove ha allenato per venticinque anni circa) per una dimenticabile parentesi in qualità di traghettatore al Manchester United ed il successivo incarico di commissario tecnico austriaco, ruolo assunto poco più di due anni fa. In Germania ha comunque lasciato un segno visibile soprattutto ad Hoffenheim, portando la squadra della città in tre stagioni dalla Serie C al settimo posto in Bundesliga, ed allo Schalke 04 con cui ha vinto Coppa di Lega (competizione soppressa due anni dopo), la Coppa di Germania e la Supercoppa tedesca. Stabilmente in orbita Red Bull (per la quale è stato anche responsabile dello sport e sviluppo calcistico), ha ottenuto con il Lipsia un bronzo nella Bundes 2018/2019 conclusa con l’amara sconfitta nella coppa nazionale per mano del Bayern. La prima competizione internazionale come ct non è stata memorabile (retrocessione dalla Lega A di Nations League) ma il suo calcio offensivo ed il “gegenpressing”, reso di comune utilizzo con Jurgen Klopp – la riaggressione costante dopo la perdita del possesso palla per impedire lo scarico all’avversario dopo il recupero – che Rangnick ha contributo a teorizzare rendono comunque le sue squadre scorbutiche da affrontare.

Le stelle

Quella più luminosa mancherà, ovvero David Alaba del Real Madrid, così come l’affidabile Lienhart del Friburgo, cosa che complicherà la vita nell’allestimento di una retroguardia solida. Problemi che invece non sembrano porsi a centrocampo, governato da un Marcel Sabitzer risorto al Borussia Dortmund dopo le delusioni di Manchester con la collaborazione del jolly Konrad Laimer del Bayern Monaco e della coppia del Lipsia formata da Schlager e Seiwald, un pacchetto di mischia che rende la mediana austriaca il reparto probabilmente più solido. In avanti, la fantasia di Baumgartner al servizio della fisicità di Gregoritsch, che tutto è fuorché il classico rapace d’area (12 reti quest’anno al Friburgo con un impiego a metà tra il part-time e l’orario completo) ma per prestanza e solidità potrebbe rivelarsi funzionale al gioco austriaco, con l’alternativa rappresentata da Marko Arnautovic chiamato a scalare le gerarchie eliminando la ruggine dopo un anno di panchina all’Inter.

I convocati

Portieri: Niklas Hedl (Rapid Vienna), Heinz Lindner (Union St. Gilloise), Patrick Pentz (Bröndby).

Difensori: Flavius Daniliuc (Salisburgo), Kevin Danso (Lens), Philipp Lienhart (Friburgo), Philipp Mwene (Mainz) Stefan Posch (Bologna), Leopold Querfeld (Rapid), Gernot Trauner (Feyenoord), Maximilian Wöber (Borussia Mönchengladbach).

Centrocampisti: Christoph Baumgartner (Lipsia), Florian Grillitsch (Hoffenheim), Marco Grüll (Rapid), Florian Kainz (Colonia), Konrad Laimer (Bayern Monaco), Alexander Prass (Sturm Graz), Marcel Sabitzer (Borussia Dortmund), Romano Schmid (Werder Brema), Nicolas Seiwald (Lipsia), Patrick Wimmer (Wolfsburg).

Attaccanti: Marko Arnautovic (Inter), Maximilian Entrup (Hartberg), Michael Gregoritsch (Friburgo), Matthias Seidl (Rapid), Andreas Weimann (West Bromwich Albion).

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