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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Under 21, l'Italia di Mangia sogna un trionfo dopo un digiuno di 9 anni

Mangia, braccio armato del nume tutelare Arrigo Sacchi, ha fatto le cose in grande sottraendo a Prandelli Verratti e Destro

Un'Italia a 5 stelle (il super record azzurro) si presenta da mina vagante alla fase finale dei 19/i europei Under21 in programma da mercoledì in Israele, con l'obiettivo di arrivare alla finale del 18 giugno a Gerusalemme. Devis Mangia, braccio armato del nume tutelare Arrigo Sacchi, ha fatto le cose in grande sottraendo a Prandelli Verratti e Destro in un team che comprende anche Insigne, Marrone, Paloschi, Florenzi e Borini, dopo avere disinnescato la grana Regini-Saponara lasciando all'Empoli i due atleti per i playoff di A. 

Esordio con l'Inghilterra mercoledì 5, poi Israele l'8 e la Norvegia l'11 osservando il girone di ferro che vede Germania, Russia e Olanda contendere i due posti per le semifinali alla Spagna campione, che può contare su 4 elementi della cantera blaugrana e su due giocatori della nazionale maggiore come Thiago Alcantara del Barca e Isco del Malaga. Per l'Italia, che con 5 successi è il Brasile degli Europei Under 21 (la Spagna segue con tre), c'è una tradizione negativa di nove anni in cui al massimo ha ottenuto le semifinali nel 2009 con Casiraghi mentre nell'ultimo biennio con Ferrara si è fermata ai playoff (harakiri con la Bielorussia) non qualificandosi per la seconda volta, dopo il 1998 con tardelli, alla fase finale con l'umiliazione della prima diserzione dalle Olimpiadi dopo sette edizioni. 

Questa volta le cose sembrano procedere meglio: la squadra si è qualificata bene a spese di Turchia e Irlanda e il lavoro di Mangia, che ha sostituito Ferrara che ha scelto improvvidamente la Samp, sembra dare frutti. L'Under 21 è entrata nel cuore dei tifosi col decennio di Azeglio Vicini che forgiò una squadra di giovani campioni (da Mancini a Vialli, da Zenga a Donadoni, da Giannini a De Napoli) che poi trasferita nella nazionale maggiore fu protagonista sfortunata delle notti magiche dei mondiali 1990. Vicini perse la finale con la Spagna ai rigori nel 1986. Meno fronzoli e più concretezza per il decennio successivo di Cesare Maldini che lasciò traccia indelebile con un tris di successi consecutivi: nel 1992 battendo la Svezia grazie ai gol di Buso e Sordo, nel 1994 con finale thrilling con il Portogallo e gol ai supplementari di Orlandini, e nel 1996 con sofferto successo 4-2 ai rigori sulla Spagna grazie agli errori di De la Pena e Raul. 

Quarto successo con la gestione Tardelli nel 2000 grazie al 2-1 sulla Rep. Ceca con doppietta di Pirlo. Il regista juventino è l'emblema anche di questa nazionale visto che ha il record di presenze (46) e con 16 è il secondo goleador alle spalle di Gilardino con 19. Il quinto successo, con Gentile in panchina, è il più limpido di tutti: 3-0 finale nel 2004 sulla Serbia con gol di De Rossi, Bovo e Gilardino ma poi il tecnico nel 2006 è stato brutalmente messo alla porta durante la gestione post-calciopoli di Guido Rossi. 

E da allora l'under 21 con Casiraghi (un deludente primo turno e una semifinale persa con la Germania) e con Ferrara (fuori dalla fase finale 2011 e dalle Olimpiadi) ha perso la sua consuetudine con le vittorie. Ora Mangia, con i consigli giusti di Sacchi, può invertire la tendenza con concentrazione e umiltà, ricordando bene che con una delle tre avversarie, la Norvegia, ha subito la sua sconfitta più umiliante, un 6-0 a Stavanger nel 1991 con minaccia del presidente federale Matarrese di prendere a schiaffi gli azzurrini di Maldini. Cesarone poi la sua vendetta l'ha consumata fino in fondo, con tre titoli europei di fila, uno dei successi più completi della storia di tutte le nazionali azzurre. 

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