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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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F1 Gp Arabia Saudita: i top e flop

Una gara pazza sul circuito di Jeddah. Hamilton vince, Verstappen deve accontentarsi del secondo posto. I due, a pari punti dopo 21 Gp, si giocheranno il titolo domenica a Abu Dhabi

Uno spettacolo incredibile, quello regalato dalla F1 nella prima edizione del Gran Premio dell’Arabia Saudita sull’inedito tracciato di Jeddah. La nuova gara notturna, penultimo appuntamento in calendario, ha visto un rovente duello tra Hamilton e Verstappen. La tensione di questa stagione ha portato a un’accesissima battaglia in pista con la direzione gara che si è trovata a dover prendere decisioni importanti, mancando di chiarezza e soprattutto di tempestività.

Alla fine Hamilton ha vinto la corsa e ora, dopo 21 Gp, in classifica ha gli stessi punti del rivale olandese. Il titolo di campione del mondo di F1 verrà assegnato nell’ultima corsa, in programma domenica 12 dicembre a Abu Dhabi. Un epilogo avvincente, degna conclusione di questo bellissimo Mondiale.

Qui, come sempre, vediamo chi si prepara per la prossima gara con un sorriso grande così e chi, invece, non vede l'ora di rifarsi nella prossima occasione, l'ultima per quest'anno.

F1, Gp Arabia Saudita: i top

1) Lewis Hamilton (Mercedes): il sette volte campione del mondo capitalizza l’occasione che gli offre Verstappen nelle qualifiche del sabato. Il suo avversario, finito a muro nel tentativo decisivo, gli consegna la pole. Lewis avrebbe in mano la gara, ma la bandiera rossa esposta mentre era al comando per ripristinare le barriere dopo l’incidente a Mick Schumacher (Haas), riapre la corsa concedendo a Verstappen, che si doveva ancora fermare, l’opportunità di cambiare le gomme e di sfruttare l’opportunità di una nuova partenza da fermo.

Nel duello ruota a ruota con Verstappen riesce a mantenere maggior lucidità rispetto al suo avversario ed è anche fortunato quando nel tamponamento causato dall’improvvisa frenata di Verstappen, che dovrebbe cedergli la posizione, danneggia la sua ala interiore. Riesce a costruirsi il sorpasso in pista e va a vincere meritatamente, centrando la terza vittoria di fila dopo Brasile e Qatar.

Ora, grazie anche al punto per il giro più veloce è a pari punti con il suo rivale dopo 21 Gp. Questa è la sfida più avvincente che ha affrontato nella sua carriera e Hamilton sogna di coronare la sua annata diventando il pilota che ha vinto più titoli nella storia della F1.

2) Esteban Ocon (Alpine): La rimonta di Bottas (Mercedes) gli porta via il podio a pochi metri dal traguardo. Resta un’altra prova di grande solidità da parte del pilota della Alpine che è cresciuto tantissimo a livello di consistenza nel corso di questa stagione. Un’altra dimostrazione di come nelle gare caotiche riesca a tenere i nervi saldi, proprio come in Ungheria quando riuscì a vincere cogliendo tutte le opportunità. La scuderia transalpina con la coppia Ocon-Alonso si è garantita quel mix di gioventù e esperienza che viene tradotta in punti. Ora la quinta posizione nel campionato costruttori è a un passo. I primi rivali, i faentini della Alpha Tauri, devono recuperare 29 punti nell’ultima gara.

3) Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo): Il pilota di Martina Franca sta onorando fino alla fine la sua avventura con la Alfa Romeo che si chiuderà la prossima settimana a Abu Dhabi. Una prova convincente: il decimo posto in qualifica e il nono posto finale dimostrano come avrebbe meritato un volante per la prossima stagione e che meriti di avere in futuro un’altra chance in F1.

4) Daniel Ricciardo (McLaren): Un ottimo passo, una grande partenza e una gara brillante. Quando Ricciardo è in giornata si dimostra uno dei piloti più brillanti della griglia. Il vincitore di Monza, dopo 3 gare consecutive fuori dai punti, finalmente ha centrato un bel quinto posto. Non avrà il sapore dello champagne bevuto da una scarpa sul podio, ma lo sventolio della bandiera a scacchi è sempre dolce.

5) Mercedes: Alla fine i conti sono tornati e anche Toto Wolff è tornato a essere ben più disteso, rispetto a quando imprecava ai box e sbatteva le cuffie sul tavolo per le controverse decisioni della direzione gara. A Jeddah la Mercedes centra il primo posto con Hamilton e il terzo con Bottas avvicinandosi all’ottavo titolo costruttori consecutivo. Le Frecce d’Argento si presentano all’ultimo Gp a Abu Dhabi con 28 punti di vantaggio e sperano di fare festa in entrambi i campionati.

F1, Gp Arabia Saudita: i flop

1) Max Verstappen (Red Bull): sabato perde la pole position andando a sbattere all’ultima curva e si deve accontentare della terza posizione al via. Un errore che può costargli caro, perché lo obbliga a una gara di rincorsa che si riapre solo grazie all’incidente di Mick Schumacher che causa la discussa decisione del direttore di gara Michael Masi di esporre la bandiera rossa, non ritenendo sufficiente l’intervento della safety car per riparare le barriere.

Nella disperata difesa su un Hamilton apparso superiore su questa pista rimedia 5 secondi di penalità, per non aver ceduto la posizione all'inglese e 10 al termine della gara per aver causato il tanto contestato tamponamento di Hamilton mentre doveva cedergli la posizione. Si presenterà a Abu Dhabi con la consapevolezza che ora ha gli stessi punti di Hamilton e una sola vittoria in più. L'ultima gara sarà appassionante e decisiva per entrambi i duellanti di questo splendido Mondiale.

2) Michael Masi: Il direttore di corsa sembra sempre in affanno nel prendere le decisioni. Alla fine le sue decisioni più importanti (le penalità inflitte a Verstappen) risultano corrette ma sono decisamente in ritardo rispetto al verificarsi degli eventi. L’esposizione della prima bandiera rossa, per ripristinare le barriere che non sembrano così danneggiate dall’incidente di Mick Schumacher, è la sua decisione più controversa, anche perché causa le successive pericolose ripartenze in griglia.

Masi, inoltre, non ha lo stesso metro di giudizio nel finale della corsa quando, con i detriti in pista, non a uscire nemmeno una safety car ma ritiene sufficiente una virtual. Decisamente stucchevoli le contrattazioni con i team principal sulle posizioni che i piloti dovrebbero restituire dopo aver tratto vantaggio da manovre scorrette. Una F1 così veloce e tecnologica meriterebbe giudizi altrettanto rapidi e decisamente più chiari per il pubblico.

3) Sergio Perez (Red Bull): Una domenica nera che sicuramente non ci voleva per la causa di Milton Keynes. Il pilota messicano, che scattava dalla quinta posizione, termina anticipatamente la gara di Jeddah dopo un contatto con Leclerc. Ora l’obiettivo campionato Costruttori per la Red Bull si allontana. La Red Bull deve recuperare 28 punti. Per farcela ad Abu Dhabi dovrebbe fare una vera impresa.

4) Lando Norris (McLaren): il potenziale è più alto, come conferma la gara di Ricciardo, ma gli eventi non girano a favore di Norris. L’inglese deve accontentarsi della decima posizione, mentre le Ferrari di Sainz, ottava e Leclerc, settima, anch’esse penalizzate dagli eventi di Jeddah, prendono il largo nella lotta per il terzo posto nel Mondiale Costruttori.

5) Haas: domenica nera per la cenerentola del gruppo. L’errore di Mick Schumacher, che causa la prima bandiera rossa, fortunatamente è senza conseguenze, proprio come l’incidente subito da Mazepin che non può fare niente per evitare di andare a sbattere nella successiva ripartenza: decisamente un brutto weekend.

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