Venerdì, 14 Maggio 2021

Binotto dopo la Waterloo della Ferrari a Spa: "Siamo nella tempesta, non in crisi"

Momento difficilissimo in casa Ferrari. Il Gran Premio del Belgio, con entrambi i piloti fuori dalla zona punti, ha confermato i limiti della Rossa. L’analisi del team principal

Ansa

Il comandante ci mette la faccia, mentre la nave è nel pieno della tempesta. Il Gran Premio del Belgio, sulla mitica pista di Spa-Francorshamps, è una delle pagine più nere nella storia del Cavallino. Vettel chiude mestamente 13°, davanti a Leclerc 14°: entrambi i piloti della Rossa sono fuori dalla zona punti, la gara nelle Ardenne è stata una vera Waterloo. 

Mattia Binotto, l’attuale team principal della Ferrari, fa parte della Scuderia dal 1995. Sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo e la direzione di Jean Todt ha partecipato ai trionfi dell'era Schumacher.

E' al timone dal 7 gennaio 2019, quando ha sostituito Maurizio Arrivabene. Il suo primo anno in Ferrari ha avuto alcuni risultati incoraggianti, che avevano alimentano la speranza di una buona annata 2020 per il team più popolare del mondo. I limiti della nuova monoposto, però, sono subito emersi, sin dai primi test invernali.

L'emergenza Coronavirus ha ulteriormente contingentato la possibilità di spendere per lo sviluppo, mentre il regolamento è bloccato fino al 2021.

Per i tifosi della Rossa, salvo clamorose sorprese, si apre un periodo molto difficile. Anche il presidente, John Elkann ha fissato un obbiettivo a lungo termine, quello di tornare a lottare per i titoli iridati dal 2022.

Binotto, quindi, ora ha un compito difficilissimo. Nell'immediato deve riuscire a motivare gli uomini in rosso in un momento che rischia di essere avarissimo dal punto di vista dei risultati e non può permettersi di sbagliare nulla in chiave futura per riportare la Ferrari nelle posizioni che le competono.

Formula 1, Gran Premio del Belgio: il flop della Ferrari, i limiti della qualifica premessa per una gara disastrosa

La pista di Spa ha evidenziato quanto alla vettura attuale manchino efficienza aerodinamica e potenza. Dato chiaro sin dal sabato, quando il fatto che Leclerc e Vettel avessero evitato il taglio in Q1, per essere inesorabilmente eliminati in Q2, era stato salutato come un trionfo. Non avevano nessuna possibilità di lottare per essere tra i migliori 10. La gara ha confermato tutti i limiti emersi in qualifica.

Per infondere coraggio ai suoi uomini Binotto, al termine del Gran Premio del Belgio, ha detto:

"Sappiamo che dobbiamo stringere i denti e costruire per il futuro. Non è crisi, ma siamo nella tempesta. Non credo sia corretto parlare di crisi. Certo è un brutto risultato che si inserisce comunque all’interno di una stagione molto difficile. Ai tifosi dico che siamo i primi a essere dispiaciuti, abbiamo perso potenza come tutti i costruttori di motore e perdendo quella, che copriva un po’ i limiti della macchina, ora i problemi stanno venendo fuori. La responsabilità ce la prendiamo tutti, io per primo, la squadra è unita, non c’è crisi o tensione, dobbiamo trasformare tutto questo in determinazione.” 

Il calendario del campionato del Mondo obbliga la Ferrari a un immediato riscatto. 

Domenica prossima, 6 settembre, si corre il Gran Premio d'Italia sulla pista di Monza. Poi si andrà in Toscana, al Mugello.

Due gare in Italia, dove purtroppo, però, difficilmente la Rossa potrà far sognare i propri tifosi.

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