Martedì, 19 Gennaio 2021
In attesa del rinnovo

Conta più Hamilton o la Mercedes? In attesa del rinnovo, la risposta di Toto Wolff

Il team principal, in un’intervista concessa a Motorsport.com, risponde all’eterno dilemma: quanto conta la monoposto e quanto il pilota? Intanto Hamilton non ha ancora rinnovato il contratto

Hamilton/ ANSA

Sono passati 11 giorni dal brindisi di Capodanno e il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton non ha ancora rinnovato il suo contratto con la Mercedes. Il team principal Toto Wolff, ostenta tranquillità e ha fiducia in una risoluzione positiva dell'attuale situazione anche se a Motorsport.com dichiara che "siamo pronti a qualunque palla curva possano lanciarci".  Un interessante parallelismo con il baseball, sport del quale è un grande intenditore.

Nico Rosberg lasciò la Mercedes dopo aver vinto il titolo nel 2016. Wolff, però, crede che Hamilton non farà lo stesso. "Penso che abbiamo molte cose da realizzare insieme - dice Wolff -, sperando che venga raggiunto un accordo di rinnovo prima dell'inizio della stagione 2021. Il team principal, però, ha anche dichiarato che "non è affatto preoccupato perchè rispetterà qualsiasi decisione verrà presa da Lewis".

Nelle ultime settimane si sono rincorse molte voci sulle richieste di Lewis, molte delle quali sono semplici invenzioni. 

F1: conta più la macchina o il pilota?

A Wolff viene poi sottoposta l’eterna domanda divenuta sempre più attuale negli anni in cui la tecnologia è diventata così preponderante anche in F1: conta più la macchina o il pilota? Qual è l’incidenza di Hamilton nei successi della Mercedes? Wolff risponde così: 

“La Formula 1 si è sempre basata sulle vittorie del miglior uomo sulla migliore macchina. Il ‘miglior uomo’ significa il pilota più veloce e intelligente, che capisce come funzionano le dinamiche di una squadra, la sua capacità tecnica e che si vede nel giusto contesto all'interno dell'organizzazione e non come un sistema solare dove tutto ruota intorno al sole ", spiega Toto Wolff.

Toto Wolff conclude così il suo ragionamento e indica quali sono a suo avviso le chiavi per arrivare al successo in F1: “Allo stesso modo, l’organizzazione attorno al pilota deve essere completamente predisposta per poterlo seguire in tutte le aree. Ciò significa sul piano ingegneristico, sul piano aziendale, sul versante politico e nella comunicazione: questo è il modo per far girare la ruota. In questo business non c'è la medaglia d’argento, contrariamente a quanto pensa la maggior parte delle persone, anche nel settore stesso. È un business che ruota attorno a profitti marginali, dove tutto deve essere al posto giusto perché la squadra abbia successo".
 

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