Giovedì, 25 Febbraio 2021
Il dramma e la speranza

Formula 1 - Michael Schumacher: 7 anni dall’incidente di Maribel, il Kaiser ha una ragione in più per lottare

Schumi continua la sua lunga riabilitazione nelle mani dei migliori medici protetto dall’affetto e dal riserbo della famiglia. Il figlio Mick in primavera debutterà in Formula 1

schumacher/ANSA

Fu una vera mazzata per il mondo intero. Michael Schumacher si era da poco ritirato dalla Formula 1. Si stava godendo la vita lontana dalla pressione delle corse, trascorrendo la giornata sciando sulle Alpi francesi, a Maribel.

Stava percorrendo un tratto fuori pista, un’intersezione tra una pista blu e una rossa. E’ caduto e ha battuto violentemente la testa contro una roccia. Indossava il casco protettivo ma l’urto è stato aggravato dalla presenza di una videocamera sportiva la cui asta di supporto ha perforato il casco impattando contro il cranio.

Il coma

Schumi venne ricoverato d'urgenza al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble in stato semicomatoso e lì venne immediatamente sottoposto a una operazione neurochirurgica per grave trauma cranico ed emorragia cerebrale.

Sei mesi dopo, il 16 giugno del 2014, uscì dal coma farmacologico. Il 9 settembre venne dimesso dall'ospedale e iniziò quel lungo processo di riabilitazione nella sua casa a Gland.

In un documentario realizzato recentemente da TMC (Francia), il noto neurologo professor Erich Riederer di Zurigo ha spiegato che Schumacher deve essere in una situazione molto complicata e probabilmente irreversibile: "Penso che sia in uno stato vegetativo, il che significa che è sveglio ma non risponde", ha detto il professor Riederer.

Secondo lo specialista Schumi sta bene ma è in uno stato di dipendenza: "Respira, il suo cuore batte, probabilmente può sedersi e fare piccoli passi con aiuto, ma non di più. Credo che questo sia il massimo che possa fare".

La famiglia, intanto, non si arrende, mantiene il più stretto riserbo sulle condizioni di salute e lo stesso fanno i pochissimi amici che sono ammessi a fargli visita.

L’affetto e la grande speranza

Sono tantissime le manifestazioni di affetto verso il Kaiser soprattutto ora che, come ha sottolineato in un recente intervista il suo direttore sportivo Ross Brawn, il sogno di Mick in F1 ci fa ricordare ancora di più il dramma che sta vivendo Michael.

Il presidente della FIA, Jean Todt, è un'altra delle pochissime persone ammesse a fare visita a Michael. Nelle ultime interviste ha sempre mandato un messaggio di speranza ai fan sottolineando come Michael sia nelle mani dei migliori medici e continui il suo percorso di riabilitazione circondato dall'affetto della famiglia.

Spero che il mondo possa rivederlo presto. Per questo, lui e la sua famiglia stanno lavorando. Viene curato in modo che possa tornare a una vita più normale".

Todt non ha voluto rispondere alla domanda se Michael fosse o meno consapevole dei successi del figlio Mick.

"Incontro Michael regolarmente, guardiamo la televisione insieme. E' a conoscenza dei successi del figlio Mick? Non ne parlerò - ha detto il presidente della Fia - non voglio entrare nei dettagli perchè sono privati".

Le persone che gli vogliono davvero bene hanno tutte lo stesso sogno che è quello di Felipe Massa:

"Sappiamo che la situazione è difficile, rispetto la privacy come vuole la famiglia. Prego che un giorno possa tornare in un circuito per vedere suo figlio. Per incoraggiarlo e seguirlo, prego che possa accadere”.

Mick Schumacher, il prossimo anno, inizierà la sua prima stagione in F1 al volante della Haas. Chissà quanto è orgoglioso papà Schumacher.

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