Ultrà del Genoa 'conquistano' lo stadio Marassi

Dopo il gol dello 0-4 del Siena, i tifosi bloccano la partita per 45 minuti e costringono i giocatori rossoblù a riconsegnare la maglia del 'Grifone'. Il presidente Preziosi: "Inaccettabile che un centinaio di persone possa fare quello che vuole".

Un'altra brutta pagina del calcio italiano è stata scritta. Genoa-Siena. Allo stadio Marassi di Genova è sfida salvezza. Minuto 8 della ripresa. L'ala destra toscana, Luigi Giorgi, si invola verso l'area di rigore, rientra e di sinistro infila il portiere rossoblù Sebastian Frey. E' il gol dello 0-4 per il Siena. Un gol che fa scoppiare il caos nello stadio.

Dalla curva genoana inizia un fitto lancio di fumogeni. Un nutrito gruppo di ultras si fa strada in tribuna fino ad arrivare all'altezza del centrocampo, dove si arrampica sulle recinzioni. In campo i calciatori si fermano. L'arbitro Tagliavento sospende la partita. Impossibile continuare in quel clima di forte tensione.

Passano pochi minuti, e si capisce che quella in corso non è una semplice contestazione scaturita dagli scarsi risultati della squadra di Malesani, partita con l'obiettivo di un campionato tranquillo, magari a ridosso del piazzamento europeo, e invece invischiata in una dura lotta per la salvezza. I 'tifosi' costringono i loro giocatori a fermarsi, ad avvicinarsi agli spalti, e dopo un lungo conciliabolo con il capitano del Genoa, Marco Rossi, a spogliarsi della maglia rossoblù. A raccontarlo sembra incredibile, ma è proprio così.

Ritenuti "indegni" di rappresentare il club più vecchio del nostro calcio, i calciatori sono stati obbligati a togliersi la maglia da gioco, a consegnarla nelle mani del capitano Rossi e a "restituirla" ai tifosi.  Tra i giocatori, solo Giuseppe Sculli si è rifiutato e, sfidando l'ira degli ultras, si è avvicinato alla tribuna dove è iniziata una lunga discussione. E solo il suo intervento ha placato gli animi e convinto i 'tifosi' a far terminare la partita dopo ben 45 minuti di sospensione. Alla fine, il risultato sarà 1-4 con lo spettro della serie B sempre più reale per il Genoa.

Preziosi: "Calcio in ostaggio" - "Quello che dispiace" ha spiegato ai microfoni a fine partita il presidente Preziosi, "è che comportamenti del genere incidono sull'esito del campionato. Se non veniva ripresa la partita, avremmo avuto anche dei punti di penalizzazione". Il patron genoano è letteralmente infuriato, ma non solamente con i suoi 'tifosi'. L'attacco è alle forze dell'ordine e al sistema calcio. "Non voglio fare polemica" ha premesso, prima di denunciare che "non è possibile che un centinaio di persone abbia l'impunità di fare quello che vuole. Non è che ogni partita che va male posso andare sotto la gradinata Nord a farmi flagellare". Parole dure, che dimostrano come il rischio di club 'ostaggio' di pochi delinquenti è sempre più alto, nel nostro calcio.

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