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Sabato, 4 Dicembre 2021
Calciopoli

Moggi come Silvio: ricorso alla Corte europea per i Diritti dell'uomo

L'ex direttore generale della Juventus contro le sanzioni inflittegli dalla giustizia sportiva e da quella ordinaria. Secondo la difesa non avrebbe avuto diritto a un equo processo

Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus poi travolta dallo scandalo di Calciopoli, ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Oggetto del contendere, le condanne a suo tempo inflittegli dalla giustizia sportiva e confermate poi dai giudici ordinari: radiazione in ambito sportivo e 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Ad annunciare il ricorso in una nota è stato il suo legale, l'avvocato Federico Tedeschini. Le violazioni lamentate da Moggi "riguardano gli articoli 6 (diritto a un equo processo), 13 (diritto a un ricorso effettivo), 14 (divieto di discriminazione), 17 (divieto dell'abuso del diritto) e 18 (limite all'applicazione della restrizione dei diritti) della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo". 

L'ex "padrone" del calcio italiano lamenta "non solo la gravità delle sanzioni inflittegli in violazione del principio di proporzionalità ai fatti contestategli, ma contesta anche che tali sanzioni siano frutto della scelta delle autorità sportive e giudiziarie nazionali di non tutelare i diritti riconosciuti dalla Convenzione". 

Moggi chiede quindi alla Corte europea di "dichiarare la responsabilità della Repubblica italiana per le violazioni lamentate e - a titolo di riparazione - di condannare l'Italia ad adottare tutte le misure necessarie a ripristinare lo 'status' del ricorrente prima delle lamentate violazioni, accordandogli pure un'equa riparazione". 

E' stata infine chiesta "la trattazione prioritaria del ricorso ai sensi dell'art.41 del Regolamento di Procedura della Corte" che dovrebbe così avvenire entro i prossimi sei mesi. 

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