Martedì, 19 Gennaio 2021

Ricordando Diego Armando - La coca, la camorra, il figlio dimenticato: il lato oscuro di Maradona

La foto con i boss della Napoli criminale. La droga che scorreva a fiumi mentre tutti chiudevano un occhio. E Diego Armando Jr, dimenticato per vent'anni da un uomo incapace di fare il padre

La foto che vedete qui sopra ci ricorda l'altro Diego Armando Maradona, quello che è più difficile da raccontare. Non è nell'album dei ricordi di famiglia semplicemente perché è stata pubblicata troppo spesso dai giornali. El Pibe de Oro è seduto in una vasca da bagno di marmo a forma di ostrica. Con lui ci sono i fratelli Giuliano di Forcella, che negli anni Ottanta erano i capi della Napoli criminale. E lui con loro rideva, perché li frequentava già da tempo. 

La coca, la camorra, il figlio dimenticato: il lato oscuro di Maradona

I Giuliano, ricorda oggi il Corriere della Sera, volevano che l'altro re di Napoli sedesse al loro fianco. In cambio gli offrivano la cocaina, si raccontava all'epoca e si ribadisce oggi. Lo scatto fu ritrovato durante una perquisizione nel febbraio del 1986 ma finì sui giornali soltanto qualche mese dopo, quando Maradona era già diventato campione del mondo e con il Napoli stava per vincere il suo primo scudetto. L'agenzia di stampa Agi racconta che il questore Ugo Toscano specificò che non era possibile prendere alcun provvedimento nei confronti del Pibe de Oro perché la foto non aveva profili penali. Non lo disse, ma forse pensò anche che se la polizia avesse agito in quel momento ci sarebbero stati grossi problemi di ordine pubblico. D'altro canto la festa per lo scudetto il 10 maggio del 1987 arrivò proprio a Forcella, sotto casa di Luigi Giuliano 'O re, che sorride nella foto. 

"Non sapevo cosa facesse": Luigi Giuliano, si difese allora il fuoriclasse in campo e campione degli eccessi nelle notti di Napoli. Nel 2017, in una intervista a tutto campo nel salotto di Maurizio Costanzo, raccontò: "Uscivo di notte e incontravo questa gente, mi fotografavano; io non chiedevo il passaporto per farmi fotografie, non sapevo fossero camorristi. Alla camorra non ho mai chiesto niente, loro mi hanno dato la sicurezza che alle mie due bambine non sarebbe successo niente. 

Salvatore Lo Russo, capo dell'omonimo clan egemone nel quartiere di Miano poi diventato collaboratore di giustizia, raccontò di aver conosciuto Maradona quando il campione si rivolse a lui per riavere degli orologi che gli erano stati rubati (senza successo). Che Maradona fosse dipendente dalla polvere bianca d'altro canto non lo raccontano soltanto i test antidoping, ma anche un episodio recente, ovvero quando fu sospeso fra la vita e la morte la sera del 4 gennaio 2000, per una "crisi di cocaina", come ammise Jorge Romero, il medico che lo salvò. Fu però il controllo antidoping del 17 marzo 1991 a porre fine all'esperienza in Italia. Tornò in campo, sì, ma in Spagna - e non al Marsiglia come avrebbe voluto - con il Siviglia dopo aver scontato un anno e mezzo di squalifica, nel 1992. Maradona tornò a Napoli solo dopo 14 anni, per la partita d'addio al calcio di Ciro Ferrara, ancora una volta accolto dalle ovazioni del San Paolo.  "Pensa a chi sarei stato senza droga", dirà anni dopo a Emir Kusturika dopo essersi disintossicato, secondo quanto si racconta, durante un soggiorno a Cuba alla corte di Fidel Castro. 

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Cristiana Sinagra e il piccolo Diego Armando

Poi c'è la storia di Cristiana Sinagra. La incontra in discoteca a Napoli e nel 1986, quando Claudia Villafane - la sua compagna ufficiale - non era ancora rimasta incinta delle prime due figlie, nasce un bambino che lei chiama proprio Diego Armando. La ragazza durante l'atto di registrazione dichiara che è figlio del Pibe de Oro ma lui smentisce categoricamente. Il tribunale riconosce la paternità nel 1993 ma lui ci metterà 21 anni a chiedergli scusa. Anche se i giornali raccontano che  lo aveva già fatto a Fiuggi nel 2002: "Quel giorno se lo rigirava di qua e di là - ha ricordato la madre -, gli diceva che era nel suo cuore, se lo baciava tutto. Gli lasciò i suoi numeri di telefono e i recapiti di Cuba, mio figlio era felice".

Il riconoscimento ufficiale avvenne con una lettera inviata al tribunale di Napoli: "Quando ho detto quelle cose in Argentina non volevo offendere nessuno. Se le mie parole sono state percepite come offese è accaduto contro la mia volontà". Maradona paga gli arretrati e riconosce al figlio una cifra per il mantenimento fino al 25esimo anno di età. Diego Armando Junior nell'agosto 2016 viene invitato a Buenos Aires per una cena, poi gioca una partita di beneficenza con il padre. Un po' poco per un figlio. Un po' troppo per un padre. 

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