Sabato, 15 Maggio 2021
La rivincita

Maradona vince anche la partita di 40 milioni contro il fisco italiano

Era da 30 anni che andava avanti questa lotta tra l'Agenzia delle Entrate italiane e Il Pibe de oro, che adesso si prende la rivincita da morto. La Cassazione ha accolto il ricorso del campione del Napoli, condonando il pagamento frutto della lite fiscale iniziata nel 1991

Diego Armando Maradona - foto di repertorio

Una partita durata 30 anni quella di Diego Armando Maradona che, da morto, batte anche l’ultima squadra avversaria, cioè quella del fisco italiano che gli chiedeva 40 milioni di euro. Era infatti dal 1991 che l’Agenzia delle entrate aveva cominciato a chiedere la restituzione di una serie di somme presunte evase dai calciatori stranieri degli anni d’oro del Napoli, quello non solo del Pibe de oro, ma anche di Careca e Alemano. Secondo il fisco italiano la società calcio del Napoli avrebbe pagato compensi in nero ai calciatori tramite società estere che si occupavano della gestione dei diritti pubblicitari dei calciatori. Il dubbio nasceva dal fatto che il Napoli aveva acquistato una percentuale di tali diritti, ma senza mai ricevere indietro alcuna ricompensa dalle ditte che si occupavano di pubblicità. Il fisco sospettava dunque che i soldi della squadra di calcio venissero piazzati in quelle società, ma che in realtà fossero pagamenti in nero che andavano direttamente nelle tasche dei giocatori.

Il punto è che questa teoria non è mai stata dimostrata secondo la Commissione tributaria di secondo grado di Napoli che, con sentenza del 6 settembre 1994, aveva accolto sia l'appello del Napoli che quelli di Careca e Alemao. Non quello di Maradona, che non aveva fatto appello. Dopo il fallimento della Ssc Napoli nel 2004, la curatela ha optato per la definizione delle liti fiscali pendenti pagando il 10% del valore complessivo dell'obbligazione tributaria. Maradona, quale co-obbligato in solido, ha quindi chiesto l'estensione in suo favore degli effetti del condono. Richiesta rigettata nel 2013. Ricorso nel 2014 del calciatore argentino alla Corte di Cassazione, che lo scorso 20 ottobre ha preso una decisione, pubblicata oggi. Il verdetto? Accoglimento del ricorso del campione, a cui verrà esteso lo stesso condono concesso alla società sportiva nel 2004. Sarà la Commissione tributaria regionale della Campania a calcolare il debito residuo di Maradona, che vince l’ultima partita dopo la sua morte, avvenuta il 25 novembre 2020.

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