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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Maradona sogna Napoli ma De Laurentiis non vuole

Ex fuoriclasse da Fazio: "Mai stato evasore e nemmeno un esempio"

''Mi piaci perche' vai controcorrente e anche tu dici la verita', e questo da' fastidio sia in Italia che in Argentina''. Diego Maradona non e' cambiato con il passare degli anni, e' sempre il 'Che Guevara' del pallone anche adesso che sta per compiere 53 anni. Ma rimane, soprattutto, il miglior calciatore mai apparso sulla faccia della terra, assieme a quel Pele' che non ha mai amato.

Ospite d'onore di Fabio Fazio nella trasmissione 'Che tempo che fa' su Rai 3, il grande argentino non perde la vena polemica, e ignora O Rei quando il conduttore gli chiede chi siano stati, a parte lo stesso Maradona, i piu' grandi di sempre: '''non mi dimentico di Careca, Van Basten, Gullit, Rijkaard - risponde -, erano grandi calciatori. Oggi si cambia maglia come i pantaloni, non esistono piu' le bandiere. Guadagnavamo gia' tanto, perche' tradire la gente?''. 

La sua verve polemica non risparmia nemmeno Equitalia per le sue note vicende con il fisco (''non sono mai stato un evasore, loro si fanno pubblicta' con me'') e nemmeno chi adesso e' a capo di quel Napoli che continua a essere nel suo cuore: ''tornare mi piacerebbe, ma non capitera' con De Laurentiis, lui non mi vuole''. E' quindi il solito Maradona, che adesso fa l'ambasciatore sportivo di Dubai, ''vivo benissimo e posso perfino andare al supermercato'', e' in pace con se stesso ma racconta per l'ennesima volta il suo viaggio nell'inferno della droga, dal quale lo ha tirato fuori l'amore delle sue figlie, ''che per me sono la vita assieme a mio nipote Benjamin, il bimbo di Giannina''. 

Ripete che non ha mai voluto essere un esempio, ma neppure sara' mai un uomo comune: ''Il 30 ottobre faccio 53 anni - commenta -, ma come dico sempre ad Dalma oggi ne avro' 85-86 per tutto cio' che ho vissuto, nel male e nel bene. Sono stato male per colpa della droga per tanti anni. Il mio rimpianto e' di non aver visto crescere le mie due figlie''. Poi si leva altri sassolini dalle scarpe: ''ho sempre pensato che numero 10 ci si nasce. Ma ora e' un numero che portano tutti. Io comunque ho sempre pensato di essere Maradona, c'e' un filmato di me da bambino che dico di voler vincere la Coppa del mondo''. 

Con il Brasile la rivalita' non si limita a Pele': ''avranno la Coppa del Mondo e poi l'Olimpiade ma per la gente avra' un costo molto - prevede Maradona -. I Mondiali saranno un sacrificio grande per la gente: ci sono cose piu' importanti che il Brasile vinca la Coppa del mondo, non credo che ne abbia bisogno. Prima si deve lasciare mangiare le persone''. Maradona e' tornato ed e' sempre lo stesso, un uomo autentico e un vero numero uno, prima che un 10.

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