Lunedì, 17 Maggio 2021
Il mondo della palla ovale in lutto / Roma

Il rugby italiano piange Massimo Cuttitta, stroncato dal Covid a 54 anni: tre giorni prima era morta la madre

I due erano stati ricoverati insieme all'ospedale di Albano (in provincia di Roma) dalla fine di marzo: era stata intubata prima la mamma Nunzia e poi anche lui.  Il pilone classe '66 è stato uno dei veri simboli della storia recente della palla ovale tricolore

Foto: www.federugby.it

Il rugby italiano piange Massimo Cuttitta, per tutti "Maus": il leggendario pilone azzurro è stato stroncato dal Covid ieri a 54 anni. 

Il virus solo 3 giorni fa si era portata via anche la mamma. I due erano stati ricoverati insieme all'ospedale di Albano (provincia di Roma) dalla fine di marzo: era stata intubata prima la mamma Nunzia e poi anche lui. 

Massimo Cuttitta morto di Covid a 54 anni

Massimo Cuttitta era nato a Latina da famiglia napoletana: insieme al gemello Marcello e al terzo fratello Michael aveva scoperto il rugby in Sudafrica, dove la famiglia si era trasferita negli anni '80. 

Massimo e Marcello hanno fatto la storia del rugby italiano: Maus ha messo in bacheca 69 caps tra il 1990 e il 2000: prese parte ai Mondiali del 1991 e del 1995. Assieme al gemello Marcello giocò il match della storica vittoria dell'Italia sulla Francia nella finale della Coppa Fira nel 1997 a Grenoble contro la Francia. A "quella" nazionale si deve l'ingresso dell'Italia nel 6 Nazioni.

In ventidue occasioni Cuttitta aveva guidato come capitano la Nazionale Italiana di rugby. 

Da giocatore nel corso di una lunga carriera ha indossato le maglie di L'Aquila, Amatori Calvisano, Milan (con cui aveva vinto 4 scudetti), degli Harlequins londinesi e della Rugby Roma come allenatore-giocatore, venendo selezionato anche per i Barbarians. Ha poi lavorato come tecnico e assistente negli staff delle nazionali di Scozia, Canada, Romania e Portogallo.

Morto Cuttitta: "Uno dei simboli della Nazionale"

"Tutto il rugby italiano è intimamente toccato dalla scomparsa di Massimo, uno dei simboli della Nazionale che, grazie a una straordinaria generazione di giocatori, conquistò l'accesso al Torneo delle Sei Nazioni con una serie di indimenticabile prestazioni negli Anni ’90" ha dichiarato il Presidente della FIR, Marzio Innocenti.

"Non abbiamo avuto la possibilità di condividere la maglia azzurra, ma l’amore per i nostri colori aveva costituito tra noi un forte, naturale legame. Cuttitta non è stato solo un incredibile servitore del rugby italiano ed un eccellente interprete del ruolo di pilone sinistro, ma anche un apprezzato ambasciatore del nostro movimento all'estero, allenatore degli avanti per la Scozia e per altre Nazionali che ha contribuito a portare sul palcoscenico della Rugby World Cup".

"In questo tragico momento - ha concluso il Presidente federale - i miei pensieri, quelli del Consiglio e di tutto il rugby italiano vanno a Marcello ed a tutta la famiglia Cuttitta, già profondamente toccata pochi giorni fa dalla scomparsa della mamma di Massimo, Marcello e Michele".

In memoria di Massimo Cuttitta il Presidente federale ha disposto che un minuto di silenzio venga osservato nel prossimo fine settimana prima del calcio d’inizio degli incontri del campionato italiano.

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