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Domenica, 28 Novembre 2021
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Lotito: "Necessario modifica norma su discriminazione"

Abete: "Sugli ultra' mi aspettavo presa di distanza dei club"

Dopo il rodaggio delle prime sette giornate, la norma contro la discriminazione razziale e territoriale torna ai box. Mercoledi' mattina e', infatti, in programma il consiglio della Federcalcio che, come ha detto il presidente della Lazio, Claudio Lotito, apportera' delle modifiche ''di interpretazione attuativa della norma''. 

''Il dibattito riguarda aspetti della responsabilita' oggettiva dei club - spiega il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' -. In caso di recidiva la chiusura dello stadio e' un'opportunita', non un vincolo. Si sta definendo un percorso, non deve essere un danno per tutti quando la responsabilita' e' solo di pochi. La chiusura parziale e' un percorso a cui stiamo pensando''.

Dopo le curve chiuse viste in questo avvio di stagione e il caso del Milan che ha rimediato un turno senza pubblico per i cori contro i napoletani intonati dai propri supporter nel match con la Juve (squalifica comunque sospesa dalla Corte di Giustizia della Figc, in attesa di un approfondimento d'indagine), l'orientamento che il consiglio federale di mercoledi' certifichera' sara' quello di responsabilizzare gli autori dei gesti, chiudendo i singoli settori degli stadi. 

''Tutti conoscono la mia posizione perche' avevo previsto quello che sarebbe successo, ma penso che il problema sia gia' superato perche' si e' preso coscienza della necessita' di dover apportare delle modifiche di interpretazione attuativa della norma'', dice un soddisfatto Lotito. L'accordo sembra raggiunto. Abete pero' non rinuncia a tirare le orecchie ai dirigenti delle societa' di A che non si sono schierati contro i propri supporter che, recependo l'appello della tifoseria dell'Inter, erano disposti a boicottare il campionato facendo squalificare i vari campi per protesta proprio contro la norma. 

''Quando ci sono tifoserie che inviano un messaggio diretto, con conferenze, comunicati, dichiarazioni, minacciando di far chiudere tutte le curve - rileva il numero uno del calcio italiano, a margine dell'allenamento degli azzurri a Quarto -, io mi aspetterei che dirigenti si esprimessero dicendo 'voi non appartenente alla nostra tifoseria, perche' provocate un danno''. 

Ma alla domanda sul perche' le societa' non si siano ribellate, Abete replica: ''I motivi possono essere diversi, ci sono dirigenti come Lotito che hanno fatto una battaglia importante e sono sotto scorta. Ci possono essere dirigenti convinti che sia un fenomeno che non si rimuove e tifoserie per le quali e' stato nutrito sempre un grande rispetto per tanti motivi''. ''Non possiamo accettare - conclude - che questa situazione rimanga immutata nei prossimi anni, a doverla risolvere sono il mondo sportivo e le autorita'''. Ma su questo ci sara' ancora da lavorare. 

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