Giovedì, 26 Novembre 2020
Mondiali di calcio

Bel gioco, oriundi e duttilità: Prandelli sogna il grande mondiale italiano

La risposta alla crisi tecnica del calcio tricolore è attesa da una nazionale reinventata da Cesare Prandelli all'insegna di due parole d'ordine: gioco e nuovi italiani

La Nazionale sbarca al Mondiale per riscattare il flop di quattro anni fa, l'eliminazione al primo turno nel 2010, un'altra Corea. E per dare continuità al corso inaugurato subito dopo il disastro sudafricano. Tutto questo, in uno dei momenti più involuti del calcio italiano, con una gruppo di giocatori composti per metà da campioni al passo d'addio e per l'altra metà di giovani lenti a sbocciare. Eppure la somma, almeno finora, è sempre stata superiore agli addendi.

La finale raggiunta a Euro 2012 e persa con la Spagna, poi il terzo posto in Confederations un anno fa, in mezzo qualificazioni ottenute con largo anticipo: l'Italia di Prandelli e Balotelli non è stata però solo risultati in questi quattro anni, ma anche una lenta e costante risalita dal fondo. Di più, è stata il volto pulito e sorridente di un calcio appesantito dai fallimenti dei club nelle coppe europee, dalla violenza, dal razzismo, dalla crisi economica. Neanche la polemica finale della convocazione di Chiellini nonostante la gomitata a Pjanic sembra aver offuscato all'estero la considerazione per il nuovo corso azzurro. 

E sul piano tecnico, c'è la convinzione che l'Italia sia pronta ad abbandonare le vecchie abitudini catenacciare per offrire al mondo palleggio e tecnica dei suoi migliori talenti. Perfino nelle abitudini del ritiro, con quello di Mangaratiba aperto alle famiglie, il nuovo corso sembra aver impresso una svolta. Le aspettative sono alte, e questo aumenta la pressione. "Non siamo tra le favorite, ma possiamo mettere in difficoltà tutte le grandi", ripete spesso Prandelli, che in prima fascia vede Brasile, Spagna, Germania e Argentina, e tra le sorprese Belgio e Colombia. E la sua Italia? Troppo sfacciato puntare alla quinta stella, un traguardo che avrebbe del clamoroso proprio in Brasile. Ma alle ambizioni nessun azzurro vuole rinunciare. 

Aver fallito l'ultima vittoria nelle qualificazioni è costato il posto tra le teste di serie, e il cammino nel tabellone mondiale si è fatto più complicato del previsto e più difficile di quanto non sembri. Subito l'Inghilterra a Manaus, poi Costa Rica, infine l'Uruguay: il club Italia ritiene la prima fase l'ostacolo più alto da superare, come sempre d'altronde nella storia azzurra ai Mondiali. Ma gli incroci non promettono partite facili neanche per il prosieguo: da quella parte del tabellone, andando avanti si possono incrociare la Colombia agli ottavi, il Brasile o la Spagna ai quarti. 

Per coltivare il sogno, l'Italia si affida all'esperienza di un numero 1 come Buffon, agli ultimi sprazzi di classe di Pirlo, agli estri di Balotelli. Ci sono i 'nuovi italiani' come Thiago Motta o Paletta, oltre a SuperMario, sulla scia di quanto già elogiato da Napolitano. C'è soprattutto l'idea di un gioco non passivo, che passa per i piedi buoni del centrocampo. Ma l'identità tattica pre Europei è un pò smarrita, come le certezze sui 23 che hanno indotto Prandelli ad aspettare fino all'ultimo. In fondo è questa la sfida vera della sua Italia: dimostrare che una bella idea può davvero trasformarsi in un sogno realizzato.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bel gioco, oriundi e duttilità: Prandelli sogna il grande mondiale italiano

Today è in caricamento