Lunedì, 27 Settembre 2021
Roma 2024

Montezemolo presidente del comitato olimpico per Roma 2024

L'annuncio ufficiale è stato fatto da Giovanni Malagò, presidente del Coni. Ma il M5S boccia la nomina

Sarà Luca Cordero di Montezemolo il presidente del comitato promotore di Roma 2024. L'annuncio ufficiale è stato fatto oggi dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Il vice di Montezemolo sarà il presidente del Comitato Paraolimpico, Luca Pancalli.

"Sono pieno di entusiasmo, pieno di positività, sono convinto che la sfida è molto complicata ma è una sfida che noi saremo in grado di vincere", ha commentato Malagò. "A prescindere dal ruolo nel Cip - ha aggiunto - Pancalli sarà una persona che avrà responsabilità, onori, oneri, di gestire i rapporti con gli enti locali in primis con il comune di Roma. L'accordo preso con il sindaco Marino è che volevamo che Luca entrasse come nostro uomo di sport".

Domani la delegazione del Coni, capitanata dallo stesso Malagò e da Montezemolo, incontrerà in Svizzera il numero uno del Cio Thomas Bach, come primo passo ufficiale della "fase di invito" legata alla candidatura e introdotta a dicembre con l'adozione dell'Agenda 2020. Una fase nella quale il Cio assisterà tutte le città interessate fino al 15 settembre prossimo, quando dovranno manifestare la propria disponibilità o meno alla candidatura.

Malagò ha rassicurato il sindaco Marino, che dopo aver promesso di "essere con il cuore già" ai Giochi, aveva però sottolineato che una "città si governa con il cervello", ricordando che in qualità di sindaco doveva "ancora pagare alcuni dei debiti delle Olimpiadi del 1960", come pure quelli per la mancata ultimazione delle Vele di Calatrava la cui realizzazione era prevista per i Mondiali di nuoto del 2009. "Prima c'erano due mondi: chi aveva l'interesse a fare le opere e chi aveva interesse all'evento sportivo, noi questo errore non lo commetteremo", ha precisato Malagò, assicurando che il nuovo comitato però lavorerà in "trasparenza".

Dal gruppo del Movimento5Stelle alla Camera arriva però una "bocciatura senza appello" alla nomina di Montezemolo, che "è stato, dal 1986 al 1990, Direttore generale del comitato organizzatore dei Mondiali di calcio Italia '90, caso esemplare di spese pazze e lievitazione dei costi. Scegliere Montezemolo significa, ancora una volta, non voler contrastare i mali dell'Italia per voltare pagina". 

Si legge nella nota: "Il presidente del Coni Giovanni Malagò, elogia la scelta caduta sul suo amico Montezemolo giustificandola con la 'popolarità' e la 'considerazione' che il presidente di Alitalia ha all'estero. Noi motiviamo la nostra totale contrarietà portando fatti. Italia '90 costò più di sette mila miliardi di lire, di cui oltre sei mila provenienti dalle casse statali. Una cifra gigantesca rispetto alla quale abbiamo dovuto pagare il conto per troppi anni. Lo Stadio delle Alpi, proprio nella Torino di Montezemolo, ebbe un rialzo della spesa di più del 200 per cento, salvo poi essere demolito. Ci fermiamo qui, perché i casi di sprechi, cattedrali nel deserto, strutture abbandonate legati a Italia '90 si sprecano. Di fronte a questi numeri, a questa non cultura dello sport da parte di una classe dirigente che continua ad autonominarsi e ad autoelogiarsi, esprimiamo totale contrarietà e vigileremo in tutte le sedi opportune per evitare nuovi scempi e sperperi".

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