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Martedì, 17 Maggio 2022
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L'addio a Morosini, "quando tutte le parole sai che non ti servon più"

Applausi e lacrime per il lungo addio a Morosini. Nella chiesa di Monterosso sono arrivate quasi 10mila persone

"Quando tutte le parole sai che non ti servon piu", canta Lucicano Ligabue in una delle due canzoni mandate per commemorare Piermario Morosini nel giorno dei suoi funerali a Bergamo. E forse è così, di parole ne sono state dette tante, troppe su questa vicenda. Soccorsi in ritardo o meno, prevenzione fatta o no, slittare il calendario per far giocare questa o quella partita. Polemiche, parole, che non servon più.

Un lunghissimo applauso ha accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa di San Gregorio Barbarigo. Sulla bara una corona di fiori, la maglia numero 25 con la quale giocava al Livorno Piermario Morosini e quella dell'Atalanta con il numero 8. Alle 12,16 la bara è stata portata a spalla fuori dalla chiesa tra gli applausi delle migliaia di persone che la attendevano e che hanno gridato 'Mario uno di noi'. Sono stati accesi dei fumogeni quando il feretro è stato inserito nel carro funebre.

Ci piace pensare che Piermario, quel timido ma forte ragazzo con la maglia amanto numero 25 indosso abbia già fatto il suo primo miracolo. Il miracolo di unire tutte le bandiere che durante la settimana e a ogni partita di calcio sono una contro l'altra, il miracolo di unire il calcio, di far sentire musica, cori, lacrime e grida nel giorno del suo addio. Nella chiesa di Monterosso, gremitissima, sono arrivate quasi 10mila persone. Piermario è diventato un figlio, un amico e un fratello di molti, è diventato normale provare emozioni così forti per una storia così particolare, eppure c'è qualcosa d'altro ma le parole non servon più.

 

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