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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il caso

Perché la Juventus è stata penalizzata di 15 punti: le motivazioni della sentenza sulle plusvalenze

Nelle 36 pagine redatte dalla Corte federale d'Appello si parla di violazioni gravi e "di natura ripetuta e prolungata". La società bianconera: "Nelle motivazioni illogicità e infondatezza, faremo ricorso"

Sono state pubblicate dalla Figc le motivazioni della sentenza (qui il Pdf) sul caso plusvalenze che ha visto la Corte Federale d'Appello sanzionare la Juventus con 15 punti di penalizzazione e infliggere una serie di inibizioni a 11 dirigenti bianconeri. 

Nel documento si legge di "quadro fattuale radicalmente mutato", rispetto alla prima sentenza di assoluzione della giustizia sportiva per le presunte plusvalenze gonfiate. "Il fatto nuovo - scrive la Corte d'Appello - che prima non era noto è proprio l'avvenuto disvelamento della intenzionalità sottostante all'alterazione delle operazioni di trasferimento e dei relativi valori". E ancora: il fatto nuovo, spiegano i giudici, "è l'assenza di un qualunque metodo di valutazione delle operazioni di scambio e, invece, la presenza di un sistema fraudolento in partenza (quanto meno sul piano sportivo) che la Corte federale non aveva potuto conoscere e alla luce del quale la decisione deve essere diversa da quella qui revocata".

Nelle motivazioni si legge di un "quadro fattuale" che ora è "sostenuto da una impressionante mole di documentazione probatoria" e "dimostrato dalle numerose dichiarazioni (derivanti dalle intercettazioni), dai documenti e dai manoscritti di provenienza interna alla FC Juventus S.p.A. e che hanno tutti una natura essenzialmente confessoria". Ma per la Corte d'Appello federale, che ha comminato 15 punti di penalizzazione alla società torinese, c'è "una aggravante distintiva rispetto a qualunque precedente: proprio con specifico riguardo alla FC Juventus S.p.A., colpisce la pervasività ad ogni livello della consapevolezza della artificiosità del modus operandi della società stessa". 

In alcuni casi, viene spiegato nel documento, "con una consapevolezza a tutto tondo dell'artificiosità delle operazioni condotte. In altri casi, con una consapevolezza più superficiale o magari persino di buona fede (ci si riferisce anche all'allenatore della squadra), ma comunque in grado di far dire che tutti fossero direttamente o indirettamente coscienti di una condizione ormai fuori controllo". 

"Violazioni di natura ripetuta e prolungata"

Quanto alla sanzione, che molti hanno giudicato eccessiva, "essa deve tenere conto della particolare gravità e della natura ripetuta e prolungata della violazione che il quadro probatorio emerso è in grado di dimostrare". E "deve parimenti tenere conto - spiega la Corte d'Appello - della stessa intensità e diffusione di consapevolezza di una situazione che nei colloqui" tra i dirigenti della Juventus "viene definita come 'brutta' e persino da paragonare a calciopoli (...)".

La Corte osserva poi che si è ritenuto "necessario rideterminare la sanzione rispetto alle richieste della Procura federale" (che era di nove punti) anche in considerazione "dei precedenti che hanno riguardato alterazioni contabili protratte per più esercizi ovvero di rilevanti dimensioni ed intensità (che in passato hanno portato a penalizzazioni di valore oscillante ma, in taluni casi, anche significative)".

Tra gli elementi di cui hanno tenuto conto i giudici viene citata "la natura ripetuta, su più esercizi, del comportamento censurato" e "la rilevanza del comportamento sulla ripetuta violazione dei principi di verità e correttezza dei bilanci", nonché "la già richiamata invasività della consapevolezza a più livelli dirigenziali e societari di un comportamento non corretto (sul piano quanto meno sportivo)".

I bilanci "non attendibili"

"I bilanci della FC Juventus S.p.A. semplicemente non sono attendibili" scrivono nero su bianco i giudici della Corte d'Appello della Figc. Secondo la Corte il "punto nodale del comportamento" della società "è l'assenza di un qualunque metodo attendibile". "Si giungeva a programmare sistematicamente la realizzazione di plusvalenze prescindendo dall'individuazione stessa del soggetto da scambiare, spesso indicato con una semplice X accanto al nome del giocatore" della Juventus "da cedere e ovviamente accanto al numero prestabilito di plusvalenza da realizzare (...)". 

Il passaggio sugli altri club prosciolti

La Corte aveva confermato il proscioglimento per gli altri otto club coinvolti (Sampdoria, Pro Vercelli, Genoa, Parma, Pisa, Empoli, Novara e Pescara) e i rispettivi amministratori e dirigenti. Nelle motivazioni si legge che in riferimento ai fatti nuovi che hanno portato alla riapertura del processo sportivo per il caso plusvalenze "nella documentazione acquisita dalla Procura federale, diversamente da quanto accaduto per la Juventus, non sussistono evidenze dimostrative specifiche per le altre società" che "consentano di sostenere l'accusa e tanto meno appare possibile sostenere che vi sia stata una sistematica alterazione di più bilanci". Le intercettazioni e "la documentazione acquisita dalla Procura della Repubblica di Torino - spiega la Corte - non coinvolgono direttamente tali società". Nel documento viene anche sottolineato che le condotte degli altri club deferiti non sono state sistematiche e non ci sono neppure "evidenze documentali in grado di offrire certezza della sussistenza della violazione effettivamente contestata". 

La Juventus: "Nelle motivazioni illogicità e infondatezza, faremo ricorso"

"Juventus Football Club e il suo collegio di legali hanno letto con attenzione e analizzeranno a fondo le motivazioni, pubblicate poco fa, della decisione delle Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello. Si tratta di un documento, prevedibile nei contenuti, alla luce della pesante decisione, ma viziato da evidente illogicità, carenze motivazionali e infondatezza in punto di diritto, cui la Società e i singoli si opporranno con ricorso al Collegio di Garanzia presso il Coni nei termini previsti". Così la Juventus, con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, replica alle motivazioni della sentenza della Corte Federale d'Appello che ha penalizzato i bianconeri di 15 punti per il caso plusvalenze. "La fondatezza delle ragioni della Juventus sarà fatta valere con fermezza, pur nel rispetto dovuto alle istituzioni che lo hanno emesso", aggiunge la società nel comunicato.

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