Venerdì, 5 Marzo 2021
L'opinione

MotoGp, Marc Marquez tornerà a essere lo stesso? L'opinione di un grande campione del passato

Tutto il mondo delle due ruote si chiede quanto sarà competitivo l'otto volte iridato quando tornerà in pista. Kevin Schwantz risponde così sul sito ufficiale della MotoGp

marquez/ ANSA

Nella prima domanda c’è tutta l’attesa, nella seconda qualcosa in più della semplice curiosità. Quando tornerà in pista Marc Marquez? Il pluricampione di Cervera sarà forte come era prima del suo infortunio?

Soltanto il tempo e il cronometro, da sempre unico vero, implacabile e imparziale arbitro, sapranno darci questa tanto attesa risposta. Tutti gli appassionati vogliono tornare ad ammirare Marc Marquez e gli augurano di riprendersi al più presto dall’infortunio all’omero. Dopo la recente terza operazione l’obbiettivo del campione della Honda è quello di tornare in azione a Jerez per il Gran Premio di Spagna, il prossimo maggio. L’esperienza accumulata in passato in questo caso consiglia estrema prudenza e la dovuta cautela. Il Cabroncito tornerà in pista quando sarà davvero pronto.

L’opinione di Kevin Schwantz

In un’intervista sul sito ufficiale della MotoGp. Kevin Schwantz, campione del mondo con la 500 nel 1993 e vincitore di 25 Gran Premi in 500 nel corso della sua carriera, ha espresso il suo punto di vista sottolineando i rischi che corre Marc Marquez se ci mette troppo tempo a ricomparire.

"Se c'è quacuno che può tornare ai livelli in cui era in precedenza quello è Marc Marquez - ha detto Schwantz. Ma questo è il suo primo vero infortunio e probabilmente si tratta della volta in cui è stato più lontano dalla moto da quando era bambino. Più tempo starai senza guidare, più ti costerà guidare", ha detto sul sito della MotoGp.

"L'ho notato nel corso della mia carriera – ha sottolineato il pilota statunitense -. Quando mi è capitato che non ero in grado di guidare mentre gli altri correvano, mi ci voleva il triplo del tempo per rimettermi in forma".

"Quando sono stato via per più di un mese - conclude Schwantz - mi ci volle molto tempo per tornare al livello a cui ero abituato fisicamente e mentalmente. All'improvviso sei cinque secondi più lento perché la tua testa non è nemmeno abituata a tutto ciò che accade a 320 km/h. Ci vuole tempo".

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