Domenica, 19 Settembre 2021
Mondiali di calcio

Le 5 nazionali a cui i CT hanno impedito di avere rapporti sessuali durante il Mondiale

Vediamo quali sono i ct più repressivi, quelli che hanno impedito ai loro giocatori di avere a che fare con le donne per tutti i mondiali.

Ogni commissario tecnico gestisce il ritiro a modo suo. Ci sono quelli super repressivi, che chiudono i giocatori quasi come fossero in convento, ed altri che invece non hanno alcun interesse a cosa fanno i giocatori fuori dal campo. Vediamo quali sono i ct più repressivi, quelli che hanno impedito ai loro giocatori di avere a che fare con le donne per tutti i mondiali.


5. Spagna
 
Del Bosque era stato chiaro: niente sesso per gli spagnoli. L'allenatore non voleva distrazioni, chiedeva totale concentrazione sull'obiettivo: passare il turno. Non si può dire che la decisione abbia portato particolarmente bene. Se l'assenza di intimità con mogli e fidanzate abbia inciso non è dato saperlo, ma sicuramente non è riuscita a fare la differenza in positivo. La Spagna, infatti, è già fuori dal Mondiale. Fatali le nette sconfitte con Olanda e Cile, che sanciscono la fine di un dominio esaltante.

4. Germania
 
Non si può dire che i giocatori della Germania siano depressi per l'imposizione di Loew. Niente rapporti con le donne, e in questo caso l'effetto sortito è esattamente quello sperato. La Germania, infatti, non sembra certo sentire la mancanza di qualcosa. Viaggia che è una meraviglia, gioca bene e vince. Quando Loew ha preso la radicale decisione, non avrebbe potuto sperare di meglio.

3. Cile
 
Decisione che, a quanto pare, non ha pesato nemmeno per il Cile. I sudamericani, d'altronde, sembra abbiano ben altri pensieri, ora, piuttosto che le donne. Provate ad ascoltare una dichiarazione di Vidal, ad esempio. Si percepisce l'importanza data alla competizione, la voglia di essere grandi e dimostrare il proprio valore. I sudamericani hanno un legame con la patria unico. Il Cile è una delle più belle sorprese del Mondiale. Eliminata la Spagna, qualificazione ottenuta, bel gioco e organizzazione. Cosa chiedere di più? Loro, però, non si mettono limiti.

2. Bosnia Erzegovina

Certo che, col senno di poi, i giocatori della Bosnia penseranno che almeno avere la compagnia di mogli e fidanzate avrebbe reso questo mondiale più piacevole. Invece niente: solitudine e delusione. La squadra di Dzeko, Pjanic e Lulic (per citare i più celebri), infatti, esce a testa bassa, rimediando sconfitte nemmeno troppo meritate. Come prima partecipazione non è stata esattamente indimenticabile, ma l'obiettivo è che sia un traguardo da cui ripartire, non un'occasione sprecata.

1. Messico

Nemmeno nel ritiro del Messico è permesso l'ingresso alle donne. Niente distrazioni, perché il mondiale brasiliano deve far sentire orgoglioso ogni messicano. Come già detto, un collegamento tra il sesso e la qualità delle prestazioni offerte in campo non è detto ci sia, ma supponendone l'esistenza, al Messico l'astinenza fa decisamente bene. I centramericani, infatti, sono tra le squadre più piacevoli da guardare di questa rassegna iridata, e il pareggio ottenuto giocando alla pari contro i favoritissimi padroni di casa del Brasile ne è la prova.

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