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Venerdì, 7 Ottobre 2022
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Olimpiadi d'Italia, perché la candidatura unitaria Milano-Torino-Cortina nasce già zoppa

Il presidente del Coni aveva prospettato una candidatura unitaria delle tre città (poi diventata ufficiale), ma il sindaco di Milano molla Malagò: "Le ragioni della politica stanno prevalendo". E a Torino i "dissidenti" attaccano la sindaca Appendino

Milano, Cortina e Torino: tutte insieme appassionatamente e senza una città capofila. E' il progetto del Coni e di Giovanni Malagò, numero uno dello sport italiano, per far nascere la candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026. Una candidatura congiunta di tre città, la prima di sempre nella storia delle Olimpiadi, con il nulla osta del Cio, il Comitato olimpico internazionale. E' questa la strada indicata ieri dalla commissione di valutazione guidata da Carlo Mornati, poche ore prima del via libera ufficiale del Coni sulla candidatura a tre ai Giochi invernali del 2026, arrivato nel pomeriggio di mercoledì 1 agosto. "Una candidatura italiana, del Paese", l'ha definita il presidente del Coni Malagò, incontrando i giornalisti al termine della riunione della commissione di valutazione.

E invece da Beppe Sala arriva il primo schiaffo al progetto. Il sindaco di Milano si è smarcato ancora prima dell'inizio di una trattativa per decidere quale delle tre città sarebbe stata capofila, esprimendo il suo disappunto per una decisione che a detta sua è stata presa per motivi politici e non in funzione di aspetti più tecnici.

La posizione del sindaco di Milano Giuseppe Sala

"Se le condizioni della candidatura italiana all’organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 2026 non cambieranno, Milano farà un passo indietro", ha scritto il sindaco di Milano in una lettera inviata stamani al presidente del Coni, Giovanni Malagò. Il capoluogo lombardo, si legge nelle missiva del primo cittadino, resterebbe comunque disponibile "per spirito di servizio" come sede di gare o eventi, senza però partecipare alla governance dell’evento. "Caro presidente, caro Giovanni, con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali. Per spirito di servizio al Paese, Milano conferma la sua disponibilità, ove richiesto, solo come venue di gare o eventi in quanto, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026", ha scritto Sala. "Qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata", ha concluso il sindaco di Milano.

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Tradotto: Sala non vuole farsi carico della gestione di un'Olimpiade che di fatto, diventando italiana, avrebbe il cappello del governo M5s-Lega. In passato sia Sala che il presidente della Lombardia Attilio Fontana si erano detti ottimisti sulla candidatura di Milano ad accogliere le Olimpiadi, ma a seguito dell'annuncio della candidatura congiunta delle tre città italiane la posizione del sindaco è cambiata. Nel giorno in cui il Consiglio nazionale del Coni ha ufficializzato la candidatura a tre, una parte del piano di Malagò, dunque, è già andata in frantumi.

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E a Torino i "dissidenti" contro la sindaca Appendino

Più articolata la risposta della sindaca di Torino, Chiara Appendino, secondo la quale la proposta "assume, nei fatti, i caratteri di una candidatura 'nazionale'" e per questo motivo "i dovuti approfondimenti e le conseguenti decisioni ritengo spettino non più alle singole amministrazioni locali ma a tutti gli enti preposti e al governo nei confronti del quale ci mettiamo a disposizione". Anche qui però si segnalano i primi malumori. La già fragile situazione all'interno della maggioranza grillina, venutasi a creare mesi fa proprio per la questione Olimpiadi, ora rischia di saltare del tutto. I consiglieri pentastellati, cosiddetti "dissidenti", non hanno perso infatti l'occasione per puntare il dito contro la prima cittadina e accusarla di "aver scavalcato il consiglio comunale".

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Il governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, ha fatto sapere che "verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri". "Prendiamo atto della proposta del Coni - ha affermato -. Non abbiamo ancora visto il dossier e su questo ci riserviamo di intervenire". Dal punto di vista del Coni, "questa è un'occasione più unica che rara", come sottolineato da Malagò, secondo il quale "una candidatura congiunta ha molte più chance rispetto a quella di una singola città". "L'obiettivo - ha rilevato Malagò - è stata l'unitarietà della candidatura, poi c'è l'aspetto dei costi-benefici: questa è in assoluto la candidatura che costa di meno. Si è cercato di prendere il meglio da ogni singolo dossier".

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I cinque cerchi olimpici, sottolineati da una striscia tricolore, appena disegnati nel cielo dalla pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori.  AERONAUTICA MILITARE ANSA-CD

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