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Sabato, 15 Giugno 2024
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Olimpiadi 2012, nel tennis la maledizione di "de Morpurgo": ci provano Sara Errani e Roberta Vinci

Correva l'anno 1924: a tennis si giocava con la racchetta di legno e i pantaloni di flanella e Renè Lacoste non aveva ancora fatto la rivoluzione con le sue polo a maniche corte

Parigi 1924, il barone Uberto de Morpurgo conquistava la prima, e unica, medaglia del tennis azzurro alle Olimpiadi battendo nella finale per il bronzo Jean Borotra, una leggenda del tennis transalpino. Il nome di quel signore d'altri tempi, nato a Trieste sotto l'impero austroungarico, finirà per essere una sorta di tabù per le future generazioni di tennisti: da Nicola Pietrangeli a Francesca Schiavone, nessun azzurro riuscirà a conquistare un alloro olimpico lasciando al tennis l'etichetta di disciplina tra le più avare di soddisfazioni nel ricco medagliere azzurro.

"Sì la conosciamo la maledizione di de Morpurgo - ci scherza su Sara Errani, che nel 2012 di record ne ha già battuti parecchi, issandosi al nono posto della classifica del singolare dopo la finale raggiunta al Roland Garros e al numero 1 di quella di doppio in coppia con l'inseparabile amica Roberta Vinci - e proveremo a spezzare l'incantesimo".

In effetti se nel singolare le azzurre (come i maschietti del resto) non godono del favore dei pronostico, nel doppio la coppia Errani-Vinci si presenta con lo scomoda etichetta che deriva dal primato nella classifica stagionale Wta frutto di un annata eccezionale che le ha viste trionfare a Madrid, Roma e Parigi. Senza dimenticare le amiche-rivali Pennetta e Schiavone.

Tennis, ecco le immagini di Sara Errani

"Ne parliamo spesso con Robi (Vinci, ndr) - continua Sara - vincere una medaglia ai Giochi è uno dei nostri obiettivi stagionali, ma non sarà facile. Personalmente preferirei una medaglia ai Giochi piuttosto che uno Slam. Ma ci sono tante giocatrici forti che hanno il nostro stesso obiettivo. Comunque noi sappiamo di essere la coppia numero 1, ci teniamo tanto a far bene e ci proveremo ad andare a medaglia anche se la superficie certo non ci aiuta".

Già, perchè quell'erba mai troppo amica degli italiani rischia di essere scivolosa anche per la coppia azzurra che ha ottenuto i suoi principali successi sulla amata terra rossa: "Giocare sull'erba è sicuramente una difficoltà in più - ammette la bolognese - perchè noi preferiamo la terra mentre siamo poco abituati all'erba dove si giocano pochissimi tornei all'anno. Ma ce la giocheremo comunque sopperendo con l'affiatamento. E anche a Wimbledon non abbiamo fatto male raggiungendo i quarti".

Le rivali non mancano: "Le sorelle Williams, dominatrici di Wimbledon, su tutte, e poi le russe Makarova e Vesnina e Petrova-Kirilenko, le americane Huber e Raymond, senza contare alcune top player che di solito giocano solo il singolare e che alle Olimpiadi giocano anche il doppio. E poi vedremo, dipenderà anche dal sorteggio, dalle circostanze e da un pizzico di fortuna che serve sempre".

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