Lunedì, 20 Settembre 2021
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Roma 2024, il Coni ritira la candidatura: "Tutto fermo per motivi ideologici"

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha spiegato in conferenza stampa di aver inviato la lettera di "fine corsa" al Cio. "Da oggi smettiamo di pensare alla città di Roma". Ma le sue parole - "ora tanti auguri ..." - trasudano rabbia e suonano come una minaccia alla sindaca Raggi, vera vincitrice della contesa

Giovanni Malagò e Virginia Raggi alla presentazione del logo per Euro 2020 (Foto Ansa)

ROMA - C'era una volta il sogno Olimpico. C'era una volta un comitato presieduto da Luca Cordero di Montezemolo. C'era una volta Malagò a guidare la corsa di Roma verso i Giochi del 2024. Poi al Campidoglio sono saliti i grillini guidati da Virginia Raggi. E il sogno è andato in frantumi. Oggi, la parola fine in calce alla lettera inviata da Giovanni Malagò al Comitato olimpico per dire che il percorso di Roma verso il 2024 "si interrompe qui". Con la voce quasi commossa ha spiegato ai giornalisti chiamati a raccolta presso il Salone d'onore a Palazzo H, sede del Comitato olimpico nazionale, che dopo lo stop del Campidoglio, "era praticamente inevitabile, anche se non obbligato, ritirare la candidatura".

LA CRONACA DI ROMA TODAY - "Formalmente - ha spiegato Malagò - esistono ancora dei piani alternativi, con i sindaci del Lazio e dell'area metropolitana, ma c'è un problema: non ci votano più, non abbiamo più credibilità" ha spiegato. Un "giorno della chiarezza" per Malagò, ma anche "il giorno più triste della mia presidenza".  Lo sport "non esce sconfitto ma a testa alta e vittima di questo contesto storico" ha continuato criticando le "cinque righe e senza entrare nel merito" con cui la Raggi ha liquidato la candidatura di Roma. Poi ha promesso: "Il Coni non ha alcuna intenzione di ricorrere al Tar, se saranno altri a farlo non ci riguarda". Malagò ha poi reagito informando i giornalisti delle sue prossime mosse per "far tornare credibile il nostro sistema sportivo".  Candidare Milano "per la sessione del Cio del 2019" come "primo passo per riavvicinare l'Italia dopo l'inaccettabile decisione di Roma". Questo è il piano che magari presenterà al premier Matteo Renzi, atteso domani al Circolo del Foro Italico.

IL PROGETTO CHE NON C'E' PIU' -  Malagò ha rivelato quello che sarebbe stato il suo piano per portare a Roma le Olimpiadi. A partire dalla governance del Comitato organizzatore: "Avevo in mente tre nomi". Eccoli: "Come presidente del Comitato avevo pensato a Nerio Alessandri (fondatore di Technogym, ndr), un uomo conosciuto e apprezzato a livello mondiale, una persona normale. A supervisionare e sorvegliare il progetto un amico di infanzia dello stesso Beppe Grillo, l'architetto e senatore a vita Renzo Piano. Come terza persona incaricata di controllare insieme all'Anac, il generale Enrico Cataldi, procuratore generale dello Sport. 

LA VITTORIA DEL M5S - La parole di Malagò, che attacca frontalmente Virginia Raggi, suonano come musica alle orecchie di chi ha voluto premiare i 5 Stelle con la salita al Campidoglio. Oggi possiamo dirlo: è una vittoria del Movimento sulla pelle del vecchio e solito establishment dei grandi eventi. E non è un caso che in chiusura di conferenza stampa, il presidente del Coni abbia voluto augurare un particolare in bocca al lupo alla sindaca di Roma:

Con lei non ho mai potuto parlare di Olimpiadi, nè aprire il dossier. Da oggi il Coni si occupa solo del Paese e smette di occuparsi della città di Roma, esclusi i suoi asset. Quindi auguri per il Flaminio, auguri per i 15 palazzetti ...

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