Lunedì, 27 Settembre 2021
Entusiasmo e qualità

Il basket 3x3 entusiasma e l'Italia prova a lasciare il segno

Le azzurre battono la Romania in una gara mai in discussione. Rulli: "Dobbiamo spingerci oltre i nostri limiti". La D’Alie: "Bisogna essere più forti di tutto"

Ritmo, corsa, qualità e tanto entusiasmo. Il basket 3x3 sta entrando nel cuore degli italiani per le caratteristiche del gioco e anche per una nazionale, quella femminile, capace di coinvolgere con simpatia e doti tecniche. Le azzurre nel 2018 hanno vinto il campionato del mondo, ma sono salite veramente alla ribalta in questi giorni grazie alle Olimpiadi di Tokyo. Musica sempre accesa anche durante la gara, sfatando un tabù che accompagna praticamente tutte le altre discipline, pochissime pause, 12 secondi per concludere l’azione e partite che durano al massimo 10 minuti (effettivi) oppure 21 punti. Sono queste le regole base che gli spettatori in televisione iniziano ad apprezzare, per uno sport che ricorda il basket dei campetti ma che in realtà è molto più complesso.

In mattinata, in un Aomi Urban Sports Park bollente, con temperature ben oltre i 30 gradi e un’umidità pazzesca, l’Italia ha superato facilmente la Romania 22-14 e ora è attesa dalla sfida con la Cina. Una gara dominata dalle azzurre, capaci di scappare immediatamente nel punteggio e di tenere le avversarie sempre a distanza di sicurezza. "A differenza di ieri abbiamo continuato a giocare nonostante fossimo avanti, alzando l’asticella e aumentando il nostro livello", racconta Giulia Rulli. "La strada è questa, dobbiamo ripartire da qui e spingerci oltre i nostri limiti. L’obiettivo? Vincere e ancora vincere, solo alla fine del girone alzeremo la testa, guarderemo la classifica e vedremo dove siamo messi".

Grande protagonista dell’incontro è stata Rae Lin D’Alie, personalità da vendere e trascinatrice delle azzurre. Vederla è uno spettacolo: parla con le avversarie, protesta con gli arbitri senza mai perdere il sorriso, guida le compagne durante i time out. Ma soprattutto fa canestro. Anzi, ne fa tanti e trova un aspetto positivo anche nelle situazioni più complicate. Giocare con un caldo simile è molto difficile, ma lei ribalta la situazione: "Io la vedo come un’opportunità. Forse sembro pazza, ma noi dobbiamo trasformare in forza le nostre debolezze. Soffrire e vincere mentalmente significa essere una grande squadra. Certo, con questo clima è dura, ma noi dobbiamo essere più forti di tutto. In ogni situazione prima si vive la sofferenza e poi si punta alla gloria. Dobbiamo trasformare ogni cosa a nostro vantaggio".

Fondamentale l’importanza della testa in un impianto senza spettatori: "Abbiamo giocato in strutture piene, con il pubblico a favore ed era bellissimo, ma anche in situazioni opposte, con tutti i tifosi contro. Quando sei concentrata non ti accorgi neanche di cosa succede sugli spalti. Sei talmente coinvolto nel gioco che non capisci cosa succeda fuori dal campo".
 

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