Venerdì, 30 Luglio 2021
Giochi "silenziosi"

Tokyo 2020, zero pubblico e incubo contagi: Olimpiadi senza gioia

Tokyo blindata fino alla fine dei Giochi, che saranno i primi della storia senza spettatori, totalmente ''televisivi''. A preoccupare le autorità locali è l'aumento dei contagi, ma annullare completamente l'evento avrebbe avuto dei costi esorbitanti

Foto di repertorio Ansa

Dopo la scorpacciata di calcio internazionale, tra Europei e Copa America di calcio, l'attenzione degli sportivi di tutto il mondo si sposterà a Tokyo, in Giappone, dove il prossimo 23 luglio avranno inizio i Giochi Olimpici, che si concluderanno poi l'8 agosto. Nell'anno delle manifestazioni ''recuperate'' dopo gli annullamenti avvenuti nel 2020 a causa della pandemia, le Olimpiadi giapponesi saranno ancor più blindate di quando avvenuto per gli eventi calcistici. Ma a differenza di quanto visto negli stadi europei e in Brasile, negli impianti nipponici non vedremo tifosi, a parte alcune eccezioni. Si tratterà infatti della prima edizione dei Giochi Olimpici senza pubblico.

Perché le Olimpiadi di Tokyo saranno senza pubblico

Si tratterà infatti della prima edizione dei Giochi Olimpici senza pubblico: per la prima volta nella storia gli atleti si sfideranno in un silenzio quasi spettrale, senza tifosi, senza cori di incoraggiamento e senza bandiere colorate a sventolare sugli spalti. A decidere per un evento a porte chiuse sono stati gli organizzatori di Tokyo 2020, che hanno preferito evitare un evento super diffusione del virus, che avrebbe avuto ricadute negative non soltanto sul Giappone, ma sull'economia mondiale. Inoltre, per la durata dei Giochi, la città di Tokyo rimarrà in stato di emergenza, con il tifo che sarà vietato non soltanto negli stadi, ma in qualsiasi luogo pubblico. Fino a qualche giorno fa le autorità giapponesi sembravano orientate ad ammettere negli impianti un massimo di 10mila spettatori, a cui sarebbe comunque stato vietato ogni tipo di tifo o coro, ma l'aumento dei contagi causati dalla variante Delta ha costretto gli organizzatori a prendere questa drastica decisione. Lo scorso 7 luglio i nuovi casi di coronavirus in Giappone erano 2.180 di cui 920 nella sola Tokyo, il numero più alto dal 13 maggio scorso. 

Lo stato di emergenza nella città di Tokyo sarà in vigore dal 12 luglio fino al 22 agosto, dopo quella data, in base anche all'andamento della pandemia, le autorità decideranno se prolungarlo o no. Fino a quando rimarrà attivo lo stato d'emergenza i bar e ristoranti non potranno servire bevande alcoliche e dovranno chiudere alle 20, inoltre, saranno vietati gli eventi di qualsiasi genere, mentre soltanto nelle prefetture con meno contagi gli stadi potranno tuttavia accogliere tifosi pari al 50% della capacità degli impianti. Le eccezioni saranno a Fukushima, dove si terranno le gare di baseball e softball, a Miyagi per le partite di calcio e a Shizuoka per il ciclismo. 

Variante Delta: i contagi preoccupano il Giappone 

A pochi giorni dall'inizio della manifestazione, la crescita dei contagi continua a preoccupare, soprattutto per quanto riguarda Tokyo, che sarà il vero e proprio centro nevralgico dei Giochi. Nel bollettino di ieri i contagi, soltanto nella città, sono stati 1.149, numeri che rispetto ad altri Paesi possono sembrare bassi, ma che per il Giappone sono i più alti da circa due mesi. Intanto il comitato organizzatore dei Giochi ha reso noto che un atleta che si trova già in Giappone, di cui non è stata resa nota la nazionalità, è risultato positivo a un test così come cinque lavoratori che stanno prestando la loro opera negli impianti che ospiteranno le gare. Un altro focolaio è scoppiato nell'albergo di Hamamastu, ad ovest di Tokyo, dove si trova in ritiro la nazionale brasiliana di judo, mentre è risultato positivo anche un membro dello staff della selezione russa di Rugby a sette.

Oltre ai singoli numeri registrati ogni giorno, a preoccupare sono soprattutto l'andamento della curva epidemiologica, in crescita costante da circa 25 giorni, e il rallentamento  del piano vaccinale. In Giappone è stato immunizzato completamente soltanto il 15% della popolazione e nei prossimi giorni il Paese si prepara ad accogliere oltre 11mila atleti olimpici e 4.400 atleti paralimpici, oltre all'esercito composto da staff, prepararmi, sponsor, giornalisti e arbitri provenienti da tutto il mondo. Secondo le stime, circa l'80% degli atleti che entreranno nel villaggio olimpico saranno vaccinati contro il Covid entro l'inizio dei Giochi, ma il timore di una nuova ondata rimane alto.

Nei giorni scorsi l'opinione pubblica nipponica aveva manifestato forti dubbi sull'organizzazione dell'evento, proprio per timore di un repentino aumento dei contagi, ma il Giappone e il Comitato Olimpico Internazionale hanno assicurato che le Olimpiadi si svolgeranno in totale sicurezza. La decisione di svolgere l'evento senza pubblico, annunciata dal ministro con delega ai Giochi Olimpici, Tamayo Marukawa, ha già un costo molto elevato, che sarebbe diventato insostenibile in caso di annullamento.

Il ''prezzo'' di un'Olimpiade a porte chiuse

Ma quanto costano i Giochi senza pubblico? I biglietti pagati dagli spettatori sono una delle principali ''entrate'' per questo genere, ma senza paganti, il buco sarà molto profondo. Secondo una stima del Financial Times, l'assenza di spettatori costerà circa 800 milioni di dollari, considerando che gli organizzatori avevano stabilito un budget pensando di poter contare su stadi aperti e riempiti al massimo della loro capienza, incassando e reinvestendo circa i miliardi di yen arrivati dalla vendita dei biglietti, che adesso andranno invece restituiti. Invece, secondo Fitch Ratings la decisione del Giappone di far disputare le Olimpiadi di Tokyo in programma dal prossimo 23 luglio senza pubblico, potrebbe costare all’industria assicurativa una somma compresa tra i 300 e i 400 milioni di dollari, per via dei rimborsi per i biglietti e il mancato utilizzo dell’hospitality. 

Secondo le stime di Fitch, il valore totale delle coperture assicurative per le Olimpiadi è di circa 2,5 miliardi di dollari, di cui 1,4 miliardi a carico del Comitato Olimpico Internazionale e del Comitato Organizzatore di Tokyo, 800 milioni di dollari sottoscritti dai broadcast e 300 milioni da altre parti, tra squadre sportive e sponsor. Ma l'emorragia in caso di annullamento sarebbe stata ancora più grande: in questo modo le perdite stimate sono del 10-15% rispetto ad una cancellazione totale. Sempre secondo Fitch, in quel caso il ''buco'' assicurativo sarebbe stato tra i 2 e i 3 miliardi di dollari. 

Le Olimpiadi ''televisive'' e l'entusiasmo che scende

I Giochi Olimpici di Tokyo saranno i primi senza pubblico, fruibili soltanto in televisione. Una scelta che fa discutere, ma che appare come l'unica via di mezzo tra l'annullamento totale, che a avrebbe avuto costi enormi, e una manifestazione ''aperta'', che invece si sarebbe potuta trasformare in un enorme focolaio. Uno scenario che poteva essere previsto e che invece ha contribuito a far scemare l'interesse dei giapponesi, ormai esclusi dalla manifestazione che stanno organizzando. Il silenzio che precede il colpo di pistola dello starter nella finale dei 100 metri è sempre il momento più emozionante dei giochi olimpici, quello che chi è allo stadio non dimentica per tutta la vita. Quest'anno il silenzio farà compagnia a tutti gli atleti molto più a lungo.

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