Lunedì, 26 Luglio 2021
Quando mangiare carne costa caro / Stati Uniti d'America

Squalificata per doping, la rabbia della campionessa: "Tutta colpa del burrito"

L'assurda vicenda di cui è stata protagonista Shelby Houlihan costretta a rinunciare alle Olimpiadi di Tokyo

Squalificata dalle competizioni per quattro anni per aver mangiato un burrito di maiale. È la spiegazione che la maratoneta americana Shelby Houlihan sui suoi canali social, proprio prima dell'inizio delle prove olimpiche di atletica leggera degli Stati Uniti a Eugene, in Oregon, dove i primi tre classificati di ogni evento guadagnano di diritto un posto per le Olimpiadi di Tokyo. L’americana Houlihan era una delle favorite. A raccontare cosa è successo è lei stessa, attraverso i canali social fornendo una ricostruzione dei fatti che però non è stata accolta dalla Commissione esaminatrice.

“Il 14 gennaio 2021 – spiega - ho ricevuto una mail dall'Unità di Atletica (AIU), che mi informava che un campione di test antidroga che avevo fornito il 15 dicembre 2020 era risultato positivo ad uno steroide chiamato Nandrolone e che quindi venivo sospesa immediatamente in via provvisoria”. L’atleta ha confessato ai suoi follower di essere rimasta spiazzata e anzi di non sapere neanche a quale sostanza fosse risultata positiva. “Quando mi è arrivata quell'email ho dovuto leggerla dieci volte e poi ho cercato su google, non avevo mai sentito parlare di ‘nandrolone’”. Da allora Shelby ha cominciato a fare delle ricerche e ha scoperto che mangiare maiale può incidere sul risultato di determinati test portando un falso positivo al nandrolone.

“Alcuni parti di suino lo producono naturalmente in quantità elevate. Nei cinque giorni successivi alla notifica del risultato ho stilato un menù alimentare di tutto ciò che ho consumato la settimana prima di quel test. Abbiamo concluso che la spiegazione più probabile era un burrito acquistato da un camioncino messicano che serve frattaglie di maiale vicino a casa mia a Beaverton, Oregon e consumato circa 10 ore prima di quel test antidoping”. Purtroppo la scoperta non ha dato l’esito sperato dall’atleta.

La delusione dell'atleta 

“Ho fatto tutto il possibile per dimostrare la mia innocenza: ho superato un test poligrafico, ho fatto campionare i miei capelli da uno dei più importanti tossicologi del mondo. WADA ha concordato che il test ha dimostrato che non c'era alcun accumulo di questa sostanza nel mio corpo, cosa che sarebbe accaduta se l'avessi assunta regolarmente. Niente ha spostato il laboratorio dalla loro decisione iniziale. Continuerò a lottare per dimostrare la mia innocenza. Non accetterò un divieto di quattro anni per qualcosa che non ho fatto e che non avrei mai fatto”. L’atleta americana nel 2014 è stata campionessa della NCAA 1500m e ha conquistato la finale nella 5000 metri alle Olimpiadi estive del 2016. È attualmente detentrice del record americano sia a 1500 metri che a 5000 metri e si stava preparando per le Olimpiadi di Tokyo, considerata tra le favorite per partecipare a questa competizione. Ora tutto è congelato, per un burrito come sottolinea lei stessa.

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