Mercoledì, 29 Settembre 2021
Il retroscena

La 4x100 rivista alle 4 di notte e la festa, oro e con l’inno: “Ma quanto siamo stonati”

Patta, Jacobs, Desalu e Tortu dopo la premiazione rivivano la loro fantastica serata. Il doppio campione olimpico: "Il futuro un po’ mi spaventa"

Le 4 di notte nella pancia dello stadio a rivedere la gara e a esultare nuovamente, come se fossero ancora in pista. Poi il ritorno al Villaggio Olimpico dove tutta la squadra azzurra era rimasta sveglia ad attenderli per festeggiare. E a meno di ventiquattro ore di distanza l’inno di Mameli cantato a squarciagola, "anche se si è sentito che siamo stonati. Ma fa lo stesso". I quattro moschettieri della staffetta 4x100 oro alle Olimpiadi di Tokyo si godono la medaglia. Ogni tanto la toccano per essere sicuri di averla davvero al collo, poi si fanno fotografare insieme al professor Di Mulo, l’inventore di questa squadra. Gli mettono tutti gli ori al collo per una foto che riassume l’unione di un gruppo andato oltre la somma individuale degli atleti. Lorenzo Patta, Marcel Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu adesso iniziano a capire cosa hanno fatto. "Ieri è stata una gioia travolgente, adesso iniziamo a metabolizzare, ma probabilmente solo quando arriveremo in Italia capiremo veramente cosa abbiamo combinato".

Nel gruppo ci sono tante storie individuali. Patta non ha parole per descrivere il momento perché "è una sensazione indescrivibile"", Desalu ha realizzato "il sogno della vita di ogni atleta" ma deve ancora sentire la mamma, che ieri non è potuta andare in televisione perché aveva il turno di lavoro come badante. "La chiamerò in queste ore, poi quando rientro festeggeremo in privato". Tortu invece oggi non ha pianto. "Pensavo di crollare sul podio, invece probabilmente ho finito ieri tutte le lacrime. I mei compagni mi stanno ancora prendendo in giro, ma quando mi hanno messo la medaglia al collo ho resistito. Da adesso solo sorrisi. E’ stato fantastico vedere la nostra bandiera che andava un pochino più su delle altre; iniziamo a essere consapevoli di cosa sia successo". Jacobs invece deve ancora comprendere cosa gli riserverà il futuro. "Ammetto che un po’ mi spaventa. Fino a oggi ho vissuto nella bolla del Villaggio Olimpico, mi arrivano messaggi, vedo video, ma la realtà è un’altra cosa. E sinceramente non so cosa attendermi al mio rientro e questo un po’ mi incuriosisce e in parte mi intimorisce". Ma che sfizio si toglierà con il doppio premio per le vittorie? "Non ci ho ancora pensato, adesso sono concentrato sulla cerimonia di chiusura di domani e sull’emozione che proverò portando la bandiera tricolore. Solo dopo penserò al futuro". Inizia una nuova vita, tutta colorata d’oro.

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