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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
L'intervista

Vanessa Ferrari, un corpo libero dipinto d'argento: è storia anche per la ginnastica

L'azzurra dopo i quarti posti di Londra e Rio è la prima medaglia olimpica italiana nella ginnastica femminile. "Spero di avervi emozionato"

Emoziona Vanessa Ferrari. Lo fa con classe, con eleganza, con uno stile colorato di argento olimpico dopo una prova perfetta nel corpo libero che vale 14.200. L’azzurra è superata solamente dalla statunitense Jade Carey in 14.366 che però poteva vantare un esercizio con una difficoltà maggiore e partiva dunque da un punteggio più alto.

"Ho fatto il massimo, meglio di così non avrei potuto" racconta soddisfatta. Lo sottolineano anche i complimenti e gli applausi degli atleti e dei giornalisti in tribuna, lo confermano le sue avversarie che a fine prova le chiedono di fare una foto insieme. Perché molte di loro sono cresciute con Vanessa come esempio da seguire: alcune hanno la metà dei suoi anni, l’azzurra ne ha 30 ma è ancora fra le migliori, come succede ormai da tre lustri.

Sembrava stregata la medaglia olimpica: due quarti posti a Londra e a Rio parevano renderla irraggiungibile. Infortuni da brividi, fra cui la rottura del tendine d'Achille e problemi ai piedi, hanno reso il tragitto ancora più tortuoso. Ma lei non si è mai arresa e la medaglia di Tokyo la ripaga di tutta la strada fatta.

"Sono felicissima di come ho fatto l'esercizio, volevo emozionare e spero di esserci riuscita. Meglio di così obiettivamente non potevo e ho dimostrato che con il giusto allenamento e la testa sempre concentrata si può arrivare al top anche a 30 anni".

Vanessa entra nella storia anche perché è la prima medaglia italiana alle Olimpiadi nella storia della ginnastica artistica femminile. "Fa piacere, ma io a queste cose guardo poco, quando sono in gara penso solamente a cosa devo fare e a dare il massimo. Spero sempre che il mio massimo sia sufficiente per salire sul podio".

Il tragitto che l'ha portata all'argento olimpico non è stato semplice e Vanessa ha avuto più di un dubbio. "Quando mi sono rotta il tendine avevo molta paura di non farcela, era un infortunio molto grave. E' stato pesante. Dopo un lunga assenza sono tornata in gara ma dopo tre appuntamenti mi sono dovuta operare nuovamente, quindi ho scoperto di avere anche altri problemi fisici. Insomma, le difficoltà sono state tante ma sono riuscita a superarle. A tre settimane dalla partenza dovevo fare l'ultima gara della qualificazione e non si sapeva nemmeno se e quando si sarebbe disputata".

Tante similitudini con Gianmarco Tamberi, capace poche ore prima della Ferrari di vincere l'oro nel salto in alto. "Sicuramente vedere l'aggressività che ci hanno messo lui e Jacobs mi ha caricata, ma la spinta in più puoi dartela solo tu".

La dedica è "tutti quelli che mi sono sempre stati vicino e hanno creduto in me quando nemmeno io lo facevo". Poi può iniziare la festa, anche se la chiusura potrebbe essere un nuovo appuntamento. Prendendo spunto dalle dichiarazioni del suo tecnico di pochi minuti prima le chiedono se la vedremo ancora a Parigi fra tre anni per proseguire la caccia all'oro. "Vedremo" è la sua risposta. Non è un "no" deciso e già questo e un segnale importante.

La dedica è "tutti quelli che mi sono sempre stati vicino e hanno creduto in me quando nemmeno io lo facevo". Poi può iniziare la festa, anche se la chiusura potrebbe essere un nuovo appuntamento. Prendendo spunto dalle dichiarazioni del suo tecnico di pochi minuti prima le chiedono se la vedremo ancora a Parigi fra tre anni per proseguire la caccia all'oro. "Vedremo" è la sua risposta. Non è un "no" deciso e già questo e un segnale importante.

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