Venerdì, 26 Febbraio 2021

Maldini, qual è il suo ruolo al Milan: più operativo di Nedved, Zanetti e Totti

L'ex capitano rossonero è il direttore dello sviluppo strategico dell'area sportiva. A differenza di altri grandi ex, per lui subito un ruolo operativo e di responsabilità

Paolo Maldini torna al Milan da "direttore sviluppo strategico". Che cosa farà in pratica? Di che cosa si occuperà? 

A 9 anni di distanza dal suo addio, l'ex capitano rossonero è il direttore dello sviluppo strategico dell'area sportiva. "Le persone fanno la differenza - dice l'ex capitano del Milan - Condivideremo questa esperienza con Leo. Lui mi ha chiamato 20 giorni fa, non abbiamo avuto tanto tempo. Ho incontrato la proprietà a New York e le cose sono state fatte in maniera molto rapida. Sento il peso dell'incarico. Sono una persona molto responsabile. C'è la bellezza di tornare nel mio ambiente, nel mio club". Quanto al ruolo dice: "Seguirò prima squadra, settore giovanile, mercato, rapporti con l'allenatore. Io e Leonardo saremo in simbiosi su tutto, condivideremo insieme tutta l'area sportiva". 

Sul mercato "ci sarà tempo per parlarne. Non ci saranno spese pazze. A me comunque è stato garantito che la società è seria e fa un discorso a medio-lungo termine col Milan. Per la mia scelta questo è stato fondamentale". Vanno ripristinati "Il senso d'appartenenza, la fedeltà, lottare per un obiettivo comune devono rimanere sempre in uno sport di squadra". Su Donnarumma dice: "Ha avuto tante pressioni negli ultimi due anni, soprattutto per un portiere che gioca a San Siro e non è ancora maggiorenne. Secondo me ha risposto bene. L'idea è di aiutarlo in questo rapporto complicato con il pubblico". Ultima battuta su Gattuso: "Rino è un uomo di calcio. La sua riconferma non è mai stata messa in discussione. Ha fatto benissimo lo scorso anno, Gattuso è un punto di riferimento importante per far crescere i nostri giocatori. Sono contento sia della linea italiana del Milan che della nostra difesa".

 "Avere Paolo qui è un valore enorme". Parola di Leonardo che costituirà un asse di ferro con Maldini nella parte sportiva della società rossonera. "Siamo sempre stati in contatto - continua - Abbiamo fatto insieme un percorso e per me è stato quasi immediato proporgli di tornare al Milan. Tutte le trattative le faremo noi, bisogna avere al fianco una persona con cui si abbia sintonia totale. Bisogna scegliere una persona per aggregare qualcosa di importante". Sul mercato bisognerà fare molta attenzione: "L'operazione con la Juve ci ha dato tanto ed è dentro il FPP. Si può spendere quanto si incassa. Oggi siamo fuori, altrimenti non saremmo stati squalificati. Abbiamo un impegno molto stretto e da lì non possiamo uscire". Milinkovic Savic? "Non ci è concesso sognare giocatori di questo valore". La cessione di Kalinic all'Atletico Madrid? "Ci siamo quasi. Manca poco". Suso? "Non sono arrivate offerte". Rabiot? "Gli feci il primo contratto da pro al PSG quando era allenatore Ancelotti. In ottica Milan non c'è stato nessun contatto". Quanto tempo serve per tornare grandi? Leonardo scherza: "Io e Paolo abbiamo 5 Champions. Lui 5, io 0. L'obiettivo è quindi riportare Maldini ad alzare qualche coppa. Serve però pazienza, è normale che un club abbia un momento di pausa. Il Real Madrid per esempio è stato fermo per tanto tempo. Nella storia del Milan, in 100 di storia, ci sono sempre stati momenti di gloria. Speriamo di riviverli presto, ma ripeto che serve calma".

Per l’incarico ricevuto e per quanto messo in chiaro dai vertici societari, Maldini al Milan sarà più operativo di grandi ex come Zanetti (Inter), Nedved (Juventus) e Totti (Roma). Più responsabilità, sin dal primo giorno. Nulla di strano per uno che, dopo poche partite in serie A, venne considerato un predestinato. 

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