Sabato, 6 Marzo 2021

È morto Paolo Rossi

Eroe del Mondiale 1982, trascinò l'Italia alla vittoria in Spagna dopo la storica tripletta con il Brasile. Aveva 64 anni. L'annuncio della moglie Federica Cappelletti su Instagram

Paolo Rossi è morto a Roma il 9 dicembre 2020. "Pablito" aveva 64 anni, era nato a Prato nel 1956. Rossi ha vinto con l'Italia il Campionato del Mondo 1982 in Spagna, segnando tre goal al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania in finale e diventando capocannoniere del torneo. Quell'anno ha vinto anche il Pallone d'Oro. L'annuncio della sua morte è stato dato dalla moglie Federica Cappelletti su Instagram con una foto che ritrae i due vicini e sorridenti e due sole parole. "Per sempre". L'agenzia di stampa Agi scrive che Rossi era affetto da un male incurabile. 

È morto Paolo Rossi 

Paolo Rossi era arrivato a giocare il Mondiale dopo due anni di squalifica a causa dello scandalo del Calcioscommesse e la pena era terminata nell'aprile del 1982, in tempo per essere convocato dalla Nazionale per la massima competizione sportiva. L'allora commissario tecnico Enzo Bearzot lo chiamò a far parte dei 22 nonostante le critiche di tutta la stampa sportiva e non ed ebbe ragione: dopo essere rimasto a secco nelle prime tre partite del girone (in cui l'Italia si qualificò a fatica come seconda dietro la Polonia con tre pareggi e segnando solo due goal) gli azzurri vennero inseriti nel "gironcino" con Brasile e Argentina, sembrando le vittime sacrificali di un turno di ferro (si qualificava solo la prima classificata). Dopo la vittoria con l'Argentina (reti di Tardelli e Cabrini per gli azzurri, in goal Passarella) l'Italia incontrò il Brasile a cui bastava un pari per passare il turno e accedere alle semifinali: gli azzurri vinsero alla fine per tre a due dopo essere passati in vantaggio per tre volte ed essere stati raggiunti dai carioca in due occasioni (tripletta di Rossi e goal di Socrates e Falcao). La semifinale contro la Polonia vide Paolo Rossi segnare due goal e Pablito aprì le marcature anche nella finale contro la Germania Ovest, finita alla fine 3 a 1 (Rossi, Tardelli, Altobelli, Breitner). Tra le immagini iconiche di quella vittoria c'è quella che vede Sandro Pertini che esulta in tribuna a Madrid vicino al re di Spagna Juan Carlos. 

Rossi è stato un centravanti d'area opportunista e cattivo, come prima di lui Gerd Muller e dopo Filippo Inzaghi. Dopo essere cresciuto calcisticamente nella Juventus e nel Como, cominciò a segnare e a fare goal nel Lanerossi Vicenza, dove giocò 96 partite tra 1976 e 1979 segnando 60 reti. Poi passò al Perugia e nel primo anno rimediò la squalifica con l'accusa di aver truccato la partita Avellino-Perugia (in cui segnò due reti). Si definì sempre innocente. Nel 1981 tornò alla Juventus dove rimase fino al 1985 vincendo due scudetti, una coppa delle coppe, una Supercoppa e una Coppa dei Campioni. Nel 1985 passò al Milan e l'anno dopo al Verona, dove terminò la carriera 31 dopo molti infortuni che ne penalizzarono le prestazioni. Con Vieri e Baggio condivide il record azzurro di nove marcature ai Mondiali. Fu il primo, seguito poi da Ronaldo, a vincere nello stesso anno campionati del Mondo, titolo di capocannoniere della fase finale e pallone d'oro. 

Come è morto Paolo Rossi

Paolo Rossi era affetto da un male incurabile. Anche il vicedirettore di RaiSport, Enrico Varriale ha dato l'annuncio della sua scomparsa: "Una notizia tristissima, ci ha lasciato" un "indimenticabile, che ci ha fatto innamorare tutti in quell'Estate dell'82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro negli ultimi anni". Dopo la carriera da calciatore era stato prima presidente onorario del Santa Lucia, club in cui ha mosso i primi passi da atleta, e poi membro del consiglio di amministrazione del Lanerossi Vicenza. Aveva anche cantato in un 45 giri intitolato Domenica, alle tre in cui raccontava del rapporto tra i calciatori e le loro fidanzate. Successivamente è stato opinionista sportivo nelle trasmissioni di Sky e nel 1999 era stato candidato alle elezioni europee con Alleanza Nazionale. Nel 2002 pubblicò la sua autobiografia intitolata Ho fatto piangere il Brasile. Lascia la moglie, Federica, e tre figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro.

La notizia della morte di Paolo Rossi ha oggi ampio spazio sulla stampa sportiva internazionale. Il quotidiano spagnolo Marca saluta con toni commossi quello che definisce "héroe italiano del Mundial de España 82". Fu proprio in Spagna, in quelle tre partite di inizio luglio ai Mondiali di trentotto anni fa, quando segnò tre gol al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania, che Paolo Rossi toccò il cielo con un dito. Oggi passa dalla storia alla leggenda.

"Ciao Paolo... I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli allenatori". E' il pensiero di Giovanni Trapattoni, ex tecnico della Juventus e della Nazionale italiana.

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"Paolo Rossi... era ragazzo come noi"

"Paolo Rossi... era ragazzo come noi", e un cuore rosso accanto disegnato con un emoticon. Cosi' il cantautore romano Antonello Venditti sul suo profilo Facebook rende omaggio a Paolo Rossi, il campione del mondo 1982 in Spagna morto nella notte. Venditti ha dedicato al calciatore una strofa della sua famosissima canzone 'Giulio Cesare', pubblicata nel 1986 e cantata dalle generazioni di quel periodo. "Eravamo trentaquattro, adesso non ci siamo piu', e seduto in questo banco ci sei tu. Era l'anno dei Mondiali quelli dell'86, Paolo Rossi era un ragazzo come noi". Il testo è dedicato alla nostalgia e al tempo che passa modificando abitudini e mode. Ma qualcosa resta, per sempre.

Lui diceva: "Mi piacerebbe si ricordassero di me con una sola foto: maglia azzurra addosso, braccia aperte al cielo". Così sia. Addio Pablito, che la terra ti sia lieve.

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Paolo Rossi era nato a Prato il 23 settembre 1956, è morto a Roma il 9 dicembre 2020. I funerali saranno celebrati sabato mattina in Duomo a Vicenza.

"Ciao, Paolo. Che brutta notizia, questa mattina. Se n'è andato Paolo Rossi, Pablito: per una nazione intera, l'uomo di un Mundial indimenticabile, per noi ''anche'' molto, ma molto altro. Paolo è un'intera generazione di juventini che ha esultato con lui, davanti a televisori che, mese dopo mese, diventavano a colori. Ma le nostre gioie continuavano a essere, meravigliosamente, in bianconero". Inizia così il ricordo della Juventus di Paolo Rossi scomparso questa notte a 64 anni. "Se cercate nelle vostre camere, o nelle vostre soffitte, probabilmente lo trovate, un poster di quella Juve incredibile. Quella Juve che, con lui a suggellare i gol più importanti, dal 1981 al 1985, ha vinto letteralmente di tutto. Alla Juve, Paolo è rinato, lasciandosi alle spalle le difficoltà, e diventando quello che poi l'Italia ha celebrato, in quella caldissima estate 1982 nelle piazze e nelle fontane di ogni città".

"E' una notizia tragica, inaspettata, lui non parlava assolutamente mai della sua malattia. E una grossa perdita, era un ragazzo intelligente e simpatico". Sono le parole di Dino Zoff che all'Adnkronos ha voluto ricordare così Paolo Rossi scomparso questa notte a 64 anni. "Abbiamo vissuti tanti momenti assieme, si parla dei mondiali ma noi eravamo assieme anche prima, c'è sempre stato un rapporto da fratelli, io ovviamente ero il maggiore, di lui porterò sempre con me il ricordo della sua grande simpatia".

Mattarella: "Sono dolorosamente colpito dalla prematura scomparsa di Paolo Rossi"

“Sono dolorosamente colpito dalla prematura scomparsa di Paolo Rossi, indimenticabile protagonista dell’Italia campione del mondo di calcio nel 1982 e sempre seguito con affetto da tutti coloro che amano lo sport. Ricordando il suo garbo e la sua umanità esprimo ai suoi familiari cordoglio e vicinanza” afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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