Giovedì, 26 Novembre 2020
Parma

Parma, chiesti 2 punti di penalizzazione per i "messaggi sospetti": ora la serie A è a rischio

La Procura della Federcalcio, oltre a chiedere una penalizzazione 'afflittiva' per il Parma (2 punti da scontare nel prossimo campionato, con effetto di mancata promozione in A, o in subordine -6 dal prossimo torneo), ha chiesto una squalifica di 4 anni per Emanuele Calaiò

Il calciatore del Parma, Emanuele Calaio', al suo arrivo al Tribunale Federale nazionale della Figc, Roma, 17 luglio 2018

A rischio la serie A per il Parma. Nel processo presso il Tribunale Figc con l'accusa di tentato illecito, per la vicenda dei messaggi whatsapp di Calaio' ai giocatori dello Spezia, la Procura, rappresentata dal sostituto Dario Perugini, ha chiesto due punti di penalizzazione al Parma da scontare per il campionato passato" e con l'effetto dunque di annullare la promozione in serie A. In subordine 6 punti di penalizzazione, se la corte decidesse di applicare la sanzione per il prossimo campionato 2018-2019.

La Procura della Federcalcio, oltre a chiedere una penalizzazione 'afflittiva' per il Parma (2 punti da scontare nel prossimo campionato, con effetto di mancata promozione in A, o in subordine -6 dal prossimo torneo), ha chiesto una squalifica di 4 anni per Emanuele Calaiò. L'attaccante della squadra emiliana e' accusato di 'tentato illecito': i suoi messaggi Whatsapp a due giocatori dello Spezia dimostrerebbero, secondo la procura Figc, la volontà di 'ammorbidire' l'avversario in una sfida decisiva per la promozione del Parma. 

Se confermata dalla giustizia sportiva, questa "brutta storia" costerebbe al Parma la Serie A e al posto del club ducale sarebbe promosso il Palermo, che è stato ammesso al procedimento sportivo nei confronti del Parma in qualità di società direttamente interessata alla vicenda. Infatti, sarebbero proprio i siciliani a subentrare agli emiliani.

Tutto ruota attorno ad alcuni messaggini sospetti mandati dall'attaccante emiliano Calaiò ai suoi ex compagni Terzi De Col. Secondo la Procura, un tentativo di ammorbidire la loro posizione in vista della sfida tra Spezia e Parma, disputata all'ultima giornata dello scorso campionato di B e vinta dal Parma. Una vittoria che aveva sancito la promozione in A dei ducali al posto del Frosinone, fermato contemporaneamente sul pareggio sul proprio campo dal Foggia.

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La difesa di Calaiò

L'attaccante respinge ogni accusa: "Ho passato un'estate d'inferno. Non mi aspettavo di arrivare qui davanti a voi per tre messaggi innocui, stupidi e scherzosi che non avevano secondo fine. Non ho mia pensato di alleggerire la posizione dei miei compagni o alterare il risultato della partita".

Calaiò ha voluto rilasciare una dichiarazione spontanea al Tribunale Figc: "Io queste cose non le faccio, sono una persona pulita e corretta e mi dispiace che non ci siano qui lo Spezia e i miei ex compagni a testimoniare che sono sempre stato un esempio per i giovani. Non voglio finire la carriera per situazioni che non mi appartengono". Il giocatore parla poi delle foto sui giornali "come un criminale" e delle domande fatte dai compagni di scuola ai suoi figli. "E' bruttissimo - conclude - io sono stato anche a Catania e Siena, piazze che sono state coinvolte in cose orribili, ed io non sono mai stato toccato da queste vicende".

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