Martedì, 27 Ottobre 2020
Alex Zanardi
Sport

Le perizie sull'incidente di Zanardi: ''Ha perso il controllo a 50 km/h''

Secondo le valutazioni dei periti, l'ex pilota di Formula 1 avrebbe perso il controllo della handbike, andando ad impattare contro il cerchione del tir, che sopraggiungeva nella direzione opposta

Dallo scorso 19 giugno, giorno in cui  è rimasto vittima di un terribile incidente in handbike, Alex Zanardi lotta tra la vita e la morte. Ma quali sono le cause che lo hanno portato a scontrarsi contro un tir che proveniva in direzione opposta lungo la strada provinciale 146 tra San Qurico d'Orcia e Pienza, in provincia di Siena? Secondo una perizia l'incidente sarebbe stato causato dalla perdita di controllo della handbike guidata dall'ex pilota di Formula 1. È quanto emerge  dalle valutazioni collimanti presenti in due consulenze depositate nella cancelleria della Procura della Repubblica di Siena: quella del professor Dario Vangi, consulente del procuratore capo Salvatore Vitello e del pubblico ministero Serena Menicucci, e quella del professore Mattia Strangi, perito di parte dell'autista dell'autocarro, Marco Ciacci, 44 anni, trasportatore, residente a Castelnuovo Berardenga (Si), al momento indagato per lesioni colpose.

Le perizie sull'incidente di Zanardi

Il tir guidato da Ciacci, hanno evidenziato le due consulenze tecniche di Vangi e Strangi, viaggiava ad una velocità di 38 km all'ora, mentre il velocipede con a bordo Zanardi, che non ha evidenziato guasti meccanici, correva a 50 km all'ora, comunque sotto al limite di velocità massima consentita in quel tratto stradale.

Nella dinamica dell'incidente descritta dal professore Mattia Strangi, professore di ricostruzione degli incidenti stradali all'Università di Bologna, Zanardi quando vide il camion proveniente in direzione opposta avrebbe tentato di girare verso destra per allontanarsi dalla parte centrale della carreggiata ma il suo veicolo sarebbe andato in sovrasterzo, cioè avrebbe avuto un principio di testa coda che avrebbe determinato il ribaltamento del mezzo. Zanardi così cadde, finendo nella corsia opposta e battendo la testa contro il cerchione anteriore sinistro dell'autotreno.

La consulenza dell'ingegnere Dario Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica stradale, che ha ricevuto l'incarico dalla Procura, sostanzialmente coincide con la ricostruzione offerta da Strangi.

Zanardi, la terza perizia contro il camion

C'è poi una terza perizia depositata in Procura, ed è quella della parte offesa, cioè della famiglia di Zanardi, che ha nominato l'ingegnere Giorgio Cavallin di Padova. Secondo quanto si è appreso il perito in questo caso offrirebbe un altro scenario, in cui apparirebbe determinante una presunta invasione della corsia da parte del camion, che invece le altre due consulenze tecniche non avrebbero rilevato.

Adesso la parola passa alla Procura senese che dovrà decidere se ordinare nuove indagini sulla base delle consulenze depositate oppure definire il procedimento. In quest'ultimo caso il pm potrebbe chiedere l'archiviazione per l'indagato Ciacci (il procuratore Vitello finora ha sempre parlato di "un atto dovuto") oppure chiedere il rinvio a giudizio per lesioni colpose gravissime.

Nel tardo pomeriggio del 19 giugno scorso, dopo l'incidente accaduto mentre stava partecipando alla manifestazione "Obiettivo Tricolore", con altri atleti paralimpici, Zanardi venne trasportato in elicottero al policlinico universitario dello Scotte a Siena dove fu operato e al termine dell'intervento neochirurgico sedato e posto in coma farmacologico. Le sue condizioni furono definite "gravissime" dai medici. Il 29 giugno è stato operato per la seconda volta al cervello. Sempre nell'ospedale senese è stato sottoposto ad un terzo intervento, questa volta di ricostruzione maxillo-facciale per il volto sfigurato dall'impatto con il camion.

Le condizioni di Zanardi

Il 16 luglio i medici senesi avviarono, in accordo con la famiglia, la progressiva riduzione della sedazione farmacologica di Alex Zanardi, che pochi giorni dopo ha portato alla sua uscita dal coma indotto.per iniziare un percorso di neuroriabilitazione. Il 21 luglio, dimesso dal policlinico di Siena, l'ex pilota di Formula 1, venne trasferito a Villa Beretta, nel Lecchese, un centro specialistico di recupero e riabilitazione funzionale. Pochi giorni dopo, il 24 luglio, Zanardi, è stato trasferito all'ospedale San Raffaele di Milano a causa di "condizioni instabili" e ricoverato nella terapia intensiva neurochirurgica. Il 27 luglio è stato sottoposto al quarto intervento chirurgico, "una delicata procedura neurochirurgica eseguita dal professor Pietro Mortini, direttore dell'Unità operativa di neurochirurgia, per il trattamento di alcune complicanze tardive dovute al trauma cranico primitivo".

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Lo scorso 19 agosto, dopo un periodo durante il quale è stato sottoposto a cure intensive, Zanardi "ha risposto con miglioramenti clinici significativi", come rese noto l'ospedale San Raffaele di Milano, riferendo che "per questa ragione" il campione era "assistito e trattato con cure semi intensive nell'Unità operativa di Neurorianimazione, diretta dal professor Luigi Beretta". Il 19 settembre i medici del San Raffaele hanno affermato che Zanardi stava "reagendo agli stimoli visivi e sonori". L'ultimo bollettino medico del San Raffaele è del 24 settembre: annunciava l'inizio di "un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio facciale. Un primo intervento è già stato eseguito con successo, alcuni giorni fa, dal professor Mario Bussi ed è già in programmazione per le prossime settimane, un secondo intervento che sarà eseguito dal professor Pietro Mortini".

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