Domenica, 21 Luglio 2024
Turismo e polemiche

Ironia social sul mare di Rimini: partono le querele degli albergatori

Nel mirino le pagine "Commenti Memorabili" e "Pastorizia never dies". L'azione legale è stata intentata da Federalberghi secondo cui il contenuto di due post apparsi su Facebook è "falso e diffamatorio"

Gli albergatori riminesi hanno dichiarato guerra, a suon di carte bollate, nei confronti di due note pagine Facebook "colpevoli" di aver pesantemente diffamato la Riviera e soprattutto il mare di Rimini. A finire nel mirino di Federalberghi ci sono 'Commenti Memorabili' (che vanta 4,2 milioni di followers) e 'Pastorizia never dies' (che di seguaci ne conta oltre 7 milioni) per due distinti post che hanno suscitato l'ira degli operatori turistici. La prima immagine, apparsa il 31 luglio, rappresenta un uomo a torso nudo completamente sporco di melma e di fango che emergerebbe dopo aver fatto il bagno - una situazione che secondo la querela "desta ripulsa" - accompagnato dalla frase: "Se il lunedì fosse un mare. Quando ti godi il primo bagno dell'estate a Rimini".

Il post apparso sulla pagina Facebook 'Commenti memorabili'-2

Più o meno nello stesso periodo, sulla seconda pagina del social, è stata pubblicata la foto che ritrae due ragazzi immersi in un'acqua stracolma di rifiuti accompagnata dal messaggio: "Ma lascia stare la Sardegna e la Sicilia. Quest'anno ce ne andiamo a Rimini. Vedrai che non c'è poi tutta questa differenza".

Il post sulla pagina Fb di Pastorizia Never Dies

Scatti che, nel corso del tempo, hanno generato migliaia e migliaia di commenti sulla presunta bassa qualità delle acque di balneazione della Riviera nonostante le certificazioni Arpae abbiano sempre detto il contrario. Anche gli amministratori delle due pagine hanno cercato di arginare la situazione affiancando la scritta "W e forza la Romagna dai valà, si scherza".

Gli albergatori: "Messaggio falso e diffamatorio, quei post ci danneggiano"

Uno scherzo comunque pesante e non gradito dagli albergatori che si sono rivolti all'avvocato Maurizio Ghinelli per avviare un'azione legale con l'accusa di una diffamazione "che colpisce l'intero territorio riminese, la sua economia turistica ed un'intera "collettività" di albergatori della Riviera".

Nella querela gli operatori turistici puntualizzano che "il messaggio e chiaro: il mare di Rimini sarebbe sporco ed inquinato. Una vera e propria 'fogna' a cielo aperto come appare nella fotografia pubblicata quale ipotizzabile conseguenza dell'alluvione che ha colpito la Romagna nel maggio 2023. Ma si tratta di un messaggio falso e diffamatorio, una colossale fake news, poiché nessun pregiudizio e stato causato dal fenomeno alluvionale del maggio 2023 alla salubrità e balneabilità del mare riminese".

Federalberghi, inoltre, sottolinea che "Questi messaggi, solo apparentemente satirici e goliardici, posti in relazione all'alluvione del maggio 2023, dalla fantasia dei lettori e dei followers, creano un gravissimo danno all'immagine della riviera, al suo mare, all'economia turistica delle città e quindi agli operatori turistici".

Nel 2020 gli albergatori avevano già puntato il dito contro i social denunciando l'autore di un commento che recitava: "Avete il mare pieno di merda e batteri!", "Fate il bagno nella merda!" con quest'ultimo che si era visto arrivare un decreto penale di condanna.

"Non è solo il danno d'immagine che lamentiamo - spiega Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi Rimini - ma anche per l'uso distorto dei social che insultano intere categorie. Con questa denuncia per diffamazione aggravata a mezzo di social network Facebook vogliamo tutelare immagine dell'economia turistica del territorio. Inoltre con questa azione mi piacerebbe sensibilizzare il Governo a una maggior controllo su coloro che utilizzano i social come dileggio offendendo persone e diffamando territori. La libertà è un diritto, ma per garantirla, va colpito chi la utilizza in maniera impropria".

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