Mercoledì, 12 Maggio 2021
Novità deflagrante

La verità dietro alla Superlega

Perché dodici prestigiosi club europei (tra cui Juve, Inter e Milan) hanno annunciato allo scoccar della mezzanotte con un comunicato la nascita di una nuova competizione calcistica infrasettimanale? Tutto quel che c'è da sapere

Cosa cambierebbe? Tutto o quasi, semplicemente. Dodici prestigiosi club europei di calcio hanno annunciato allo scoccar della mezzanotte con un comunicato la nascita di una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Superlega. Un torneo con 15 club (fondatori) con iscrizione e introiti blindati, più 5 meritevoli a rotazione di stagione in stagione, che parteciperanno in base ai risultati ottenuti nei campionati nazionali. Il piano è quello di partire tra tre anni. Ma la situazione è in divenire: quella lanciata a mezzanotte è una granata che rischia di far deflagrare il mondo del pallone.

Chi parteciperà alla nuova Superlega

Le squadre fondatrici della Superlega sono Juventus, Milan, Inter, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham. Altri tre club dovrebbero entrare a far parte del gruppo di squadre fisse. Tre squadre hanno detto no per adesso: Paris Saint Germain, Borussia Dortmund, Bayern Monaco.

Ci saranno 5 squadre selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente (nei campionati nazionali, si presume: su questo non è chiara la "bozza" di regolamento). Ma la Uefa ha messo in chiaro che la partecipazione causerebbe l’immediata esclusione dai campionati nazionali, dalle competizioni europee (Europa League, Champions League) e persino dalle competizioni delle nazionali di calcio. Non è sostenibile un quadro del genere, e la sensazione è che si sia soltanto all'inizio di una lunga trattativa che definirà i nuovi equilibri. Atalanta, Cagliari e Verona in Italia avrebbero intenzione di chiedere l'esclusione dalla Serie A delle tre big che hanno accettato di far parte del progetto. Si va verso una stagione di ricorsi, che Milan, Inter e Juventus avrebbero messo ampiamente in conto.

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Il regolamento della nuova Superlega

Secondo il comunicato, il format della Superlega prevede partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti, che "continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club". La Uefa non pare d'accordo, in ogni caso. La Superlega dovrebbe iniziare nel mese di agosto, con i club partecipanti suddivisi in due gironi da 10 squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta. Le prime tre classificate di ogni girone si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronteranno  andata e ritorno per i due restanti posti disponibili nei quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in campo neutro. Una mini-Champions League. Il sito della Superlega è già operativo

Guardando gli altri sport, quando nacque la EuroLeague di basket la Fiba minacciò squalifiche e scomuniche alle squadre partecipanti. Non accadde nulla, e ora è la competizione europea più seguita. Succederà la stessa cosa?

Il difficile equilibrio

Fare calcio ad alto livello oggi è molto difficile dal punto di vista della sostenibilità economica. Le squadre più grandi hanno più perdite (molte delle 12 della Super League sono pesantemente indebitate). Le perdite economiche causate dalla lunghissima emergenza Covid hanno semplicemente accelerato un processo in atto da tempo. Nel grafico che segue (fonte: SwissRamble), si notano le perdite complessive per un totale di 1,2 miliardi di sterline nel 2019/20. Ed è stata una stagione in cui solo gli ultimi 3 mesi sono stati influenzati dalla pandemia. Le 12 grandi squadre vogliono che sia riconosciuto il loro peso sull'immaginario globale anche economicamente. Vogliono un maggiore controllo, in primis sugli accordi tv. Vogliono più soldi. Vogliono gestire direttamente l'organizzazione delle competizioni, senza essere "ospiti" di federazioni terze.

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A molti tifosi l'idea stessa della Superlega non va giù. Nemmeno vogliono sentirne parlare. In Inghilterra due dei gruppi di tifosi più grandi e importanti come 1894 (Man City) e Spirit of Shankly (Liverpool) hanno già "minacciato" azioni e prese di posizioni importanti contro i loro stessi club. I Supporters Trust di Chelsea, Arsenal, United e Tottenham hanno appena emesso comunicati in cui condannano le decisioni prese dal club. Gary Neville l'ha messo in chiaro per tutti: "Non sono contro i soldi che girano nel calcio ma tengo tantissimo ai principi e all’etica di questo sport. Se il Leicester vince la Premier League, è giusto che vada in Champions. Questo è un esempio, ma è come dovrebbe funzionare, non che squadre come Tottenham. United o Arsenal che in Champions League nemmeno ci sono, possano partecipare ad una competizione elitaria". Il bello del calcio sono proprio le favole di Leicester e Atalanta, in fondo. Alex Ferguson ha ricordato nelle ultime ore l'epopea del suo Aberdeen che vinse la Coppa delle Coppe: "Per un piccolo club di provincia in Scozia fu come scalare l'Everest". Vicende epiche che hanno fatto la storia del calcio.

Ma molte ricerche  mostrano che i tifosi più giovani vogliono vedere più partite tra i club e i giocatori più famosi del mondo e che i club stanno rispondendo alle tendenze. Non è sfuggito a nessuno l'entusiasmo (anche sui quotidiani italiani che oggi attaccano la Superlega frontalmente) per Psg-Bayern di qualche giorno fa. Grandi campioni, grande spettacolo. La Uefa prepara battaglia contro i club che hanno aderito alla scissione (Milan, Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcellona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham), anticipata dalla dura nota emessa domenica pomeriggio con Federcalcio inglese, Premier League, Federcalcio spagnola, Liga, Figc e Lega Serie A: "I club coinvolti saranno esclusi da qualsiasi altra competizione, sia nazionale che europea o mondiale, e ai loro giocatori sarà negata la possibilità di rappresentare la squadra nazionale". Uefa, Federazioni, Leghe e anche la Fifa fanno fronte comune e studiano una causa da 50-60 miliardi per danni e mancati guadagni e l'esclusione delle 'ribelli' dal sistema.

"Aiuteremo il calcio ad ogni livello e lo porteremo ad occupare il posto che a ragione gli spetta nel mondo. Il calcio è l'unico sport davvero globale con più di quattro miliardi di appassionati e la responsabilità di noi grandi club è di rispondere ai loro desideri" assicura il presidente del Real Madrid Florentino Perez, primo presidente della Super League. "Mettendo insieme i più grandi club e giocatori del mondo ad affrontarsi per tutta la stagione, la Super League aprirà un nuovo capitolo per il calcio europeo, assicurando una competizione e strutture di prim'ordine a livello mondiale, oltre a un accresciuto supporto finanziario per la piramide calcistica nel suo complesso", ha aggiunto Joel Glazer, co-chairman del Manchester United e vicepresidente della Super League.

Perché la notizia della Superlega è "uscita" oggi

Oggi la UEFA ha presentato un formato rinnovato per la sua competizione di punta, la Champions League, che dovrebbe entrare in vigore dal 2024. I club leader in Europa volevano e vogliono però un livello di controllo molto più sostanziale su come vengono garantiti e commercializzati gli accordi commerciali e di trasmissione tv della Champions League. Tuttavia, le speranze della UEFA di concludere l'accordo sono andate in frantumi dopo le rivelazioni secondo cui i 12 club si sono impegnati per una Super League.

Al momento siamo alle dichiarazioni di intenti, non ci sarebbero contratti firmati nè vincolanti. Passata l'ondata di comprensibile indignazione tra Superlega, Uefa e organismi nazionali bisognerà trovare un compromesso di qualche tipo. Esempio del basket a parte, chi crede che la Super League Europea sia un "crimine contro lo sport", assomiglia un po' a coloro che nel 1992 tuonavano contro la neonata Premier League e contro la Coppa dei Campioni che smetteva di essere una semplice competizione a eliminazione diretta. Non converrà a nessuno una lunga battaglia legale.

Secondo le voci critiche la Champions League mette già i migliori contro i migliori. E il futuro del calcio deve valorizzare di più le competizioni nazionali. Ma un prodotto globale è in primis, appunto, un prodotto. Lo sport professionistico è anche questo, inutile sorprendersi. Intanto l'unica certezza è che i "separatisti" minacciano il futuro - anche immediato - di competizioni europee consolidate come la Champions League, l'Europa League e la UEFA Conference League, che avrebbe dovuto iniziare la prossima stagione. Saranno giorni, settimane e mesi bollenti. Perché sì, lo sport ad altissimo livello è soprattutto una questione di soldi. Sai che novità. Certo, oggi lo strappo è evidente: ma gli scandali a ripetizione che hanno minato la credibilità dell'UEFA negli ultimi decenni non devono far dimenticare che l'indignazione a scoppio ritardato potrebbe apparire fuori luogo.

Si dovrà mediare, trattare, limare, parlare. Perché non è sport se non c'è relazione tra sforzo e ricompensa. Non è sport se il successo è garantito. Non è sport se non puoi mai davvero perdere (leggasi retrocedere). Se il calcio oggi è probabilmente il più grande fenomeno culturale globale non è certo merito delle 12 squadre della Superlega, se non in minima parte. All'orizzonte c'è un grande compromesso, un patto che dovrà mettere assieme esigenze distanti, con maggiori introiti ed incassi ai grandi club.

Forse il periodo 1992-2021 verrà ricordato davvero come la grande "epoca imperiale" del calcio, quella del suo massimo splendore. La più bella, completa, memorabile, competitiva di sempre. Il calcio non si fermerà, il pallone rotolerà ancora. Ma dimenticare la frattura che si è creata nelle scorse ore richiederà anni, comunque andrà a finire.

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