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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
TENNIS

Coppa Davis, l’intervista a Filippo Volandri: “Non vediamo l’ora di iniziare”

A margine della presentazione della fase italiana, che si terrà a Torino dal 25 al 29 novembre, Today ha incontrato il nuovo capitano azzurro

La fase italiana della Coppa Davis si disputerà a Torino dal 25 al 29 novembre. C’è grande attesa per questa competizione che ha in programma la finalissima a Madrid il prossimo 5 dicembre.

A margine della conferenza stampa di presentazione dell’evento che si disputerà al Pala Alpitour di Torino, dove si giocheranno due gironi, tra cui il girone dell’Italia e un quarto di finale, abbiamo incontrato il neo-capitano azzurro Filippo Volandri.

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D)Siamo qui con Capitan Volandri al Museo del Risorgimento di Torino dove è stata presentata la fase italiana della Coppa Davis. C’è grande attesa in Italia e nella città di Torino quali sono le sue emozioni e se ha già in mente la formazione per la prima partita contro gli Stati Uniti.

R) Darti la formazione a tre settimane dall’evento mi sembra un po’ troppo complicato (scherza Capitan Volandri, ndr). Però c’è grandissima attesa anche da parte dei giocatori. Sono elettrizzati di poter giocare la Coppa Davis a Torino per questo facciamo appello al pubblico torinese e al pubblico italiano in generale per poter avere una grande affluenza in modo da poter approfittare del fatto che si giochi in Italia. Torino ha una tradizione tennistica molto importante, anche io ci sono passato giovanissimo e per me è stata una tappa fondamentale per la mia crescita. Sono sicuro che il pubblico risponderà con la presenza: non vediamo l’ora di iniziare.

D) Effettivamente era presto per chiedere la formazione. Ma quest’anno c’è grande attesa anche perché abbiamo due top-ten Berrettini e Sinner, un giocatore esperto come Fognini, il tennista torinese Sonego che gioca in casa e il talento toscano Musetti e c’è anche la novità del tuo esordio come capitano.

R) È vero ci sono tanti esordi, è una squadra molto giovane, una squadra che è quella del futuro. Per questo avremo bisogno di tempo per poterci comportare da squadra, però anche uno come Matteo (Berrettini, ndr) che a soli 25 anni è tra i primi 7 giocatori del mondo è qualcosa di straordinario. Abbiamo due giocatori tra i primi dieci e questo aiuterà sicuramente anche per quanto riguarda la Coppa Davis, al di là del movimento tennistico italiano in generale. Non vediamo veramente l’ora che inizi.

D) Vorrei chiederti ancora una curiosità. Abbiamo visto questo match contro Frances Tiafoe in semifinale all’ATP 500 di Vienna. Sinner stava dominando l’incontro alla grande, tutti lo vedevano già in finale e poi c’è stato questo crollo di fronte a questo show di Tiafoe. È stata una cosa un po’ particolare, c’erano dei dubbi addirittura se fosse legittimo questo tipo di gioco o meno.

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R) Era comunque dentro alle regole. Ovvio che non è piacevole quando stai dall’altra parte della rete ma è sicuramente dentro le regole, Tiafoe è un giocatore checonosciamo, lo fa a prescindere, non lo fa in malafede e Jannik (Sinner, ndf) è andato a scuola. Sicuramente la prossima volta sarà diverso. Sono ragazzi giovanissimi, sicuramente dobbiamo imparare da questo tipo di esperienze.

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