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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Marco Drogo

Opinioni

Marco Drogo

Web Editor Today e TorinoToday Today

Italia, il sogno Coppa Davis non è finito: è solo rimandato

C’è un grande rammarico per l’eliminazione dell’Italia ai quarti di finale della Coppa Davis. Si è rapidamente passati dall’euforia, dopo i successi contro Usa e Colombia, alle critiche, molte gratuite, dopo la sconfitta contro la Croazia che ha fermato la corsa degli azzurri verso la semifinale a Madrid.

La nazionale di Volandri, soprattutto grazie all’ottimo esordio contro gli Usa, era stata capace di alimentare ulteriormente l’entusiasmo del pubblico presente al Pala Alpitour di Torino e di tutti coloro che hanno seguito gli azzurri davanti alla televisione.

Dopo la qualificazione al primo posto del girone, grazie alla vittoria con la Colombia, pur riconoscendo il valore della nazionale balcanica c’era grande fiducia nel passaggio in semifinale.

Il sogno era quello di conquistare la Coppa Davis, un’impresa riuscita all’Italia soltanto nel 1976 in Cile con Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli e il capitano Nicola Pietrangeli.

Un obiettivo che la nostra Federazione si è posta nei prossimi anni contando sull’attuale crescita dei nostri giovani tennisti guidati da un capitano, Filippo Volandri, alla sua prima esperienza.

La sconfitta contro la Croazia ha evidenziato gli attuali limiti della nostra formazione. L’assenza di Matteo Berrettini, numero 7 al mondo e numero 1 in Italia, si è fatta sentire moltissimo. Il campione romano avrebbe avuto la possibilità di giocare il singolare contro il numero 1 croato Cilic, battuto da Sinner con una grande rimonta, mentre a Jannik, entrato in top-10, sarebbe stato affidato il compito di sfidare il croato Gojo.

Contro il numero 276 della classifica Atp Lorenzo Sonego, numero 27 al mondo, ha subito una brutta sconfitta. Il tennista torinese si era esaltato contro Opelka, conquistando il primo punto per l’Italia contro gli Usa e poi aveva vinto con il cuore contro il colombiano Mejia, dopo aver perso il primo set al tie-break.

Sonego giocava in casa e ha pagato lo scotto dell’esordio in una manifestazione impegnativa come la Davis, che negli ultimi anni è stata anche snaturata con una formula iper-compressa.

Lorenzo ha sentito il peso di avere sulle spalle la responsabilità di conquistare il primo singolare, che si sarebbe rivelato decisivo visto che la Croazia ha la possibilità di schierare in doppio la coppia Mektic-Pavic, numero 1 al mondo. Non si può spiegare diversamente la rimonta subita nel primo set, dove conduceva 4-1 e ha perso al tie-break (6-7), la successiva vittoria netta nel secondo (6-2) e il crollo nel terzo set (2-6). Questa brutta giornata diverrà anche per lui un motivo per crescere e per migliorare.

Sinner è stato molto bravo a battere il numero 1 croato Cilic dopo una lunga battaglia, due ore e 43 minuti, chiusa in 3-6, 7-6,6-3.

Nel doppio sono emersi tutti i nostri attuali limiti. L’assenza di Berrettini, l’infortunio di Simone Bolelli, lo specialista che Volandri non ha mai potuto schierare, Sinner alle prime uscite da doppista, dove ha ancora molto da apprendere e un Fabio Fognini che non è riuscito a esaltarsi come in altre occasioni in Coppa Davis e dovrà sudarsi la convocazione contro i giovani che meritano spazio e fiducia.

Per vincere una manifestazione prestigiosa come la Coppa Davis ci vuole tempo e tanto lavoro come insegna anche la storia della vittoria italiana in Cile nel 1976.

 I nostri ragazzi, che stanno crescendo nel circuito, ottenendo vittorie e successi prestigiosi, continueranno a maturare e ci riproveranno già dal prossimo anno, dove speriamo che l’Italia abbia anche un po’ di fortuna in più perché deve poter contare su tutti i suoi uomini migliori al massimo della forma, cominciando da Matteo Berrettini.

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