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Martedì, 21 Maggio 2024

Alessandro Rovellini

Direttore responsabile

Vi basta sapere questo di Federer

Avete avuto la fortuna di vederlo all'opera. Ci ricapiterà uno come Federer? Forse sì, forse no. Mi basta ricordarvi una cosa sola. Seguitemi con attenzione. 2012, finale del torneo di Madrid. Terra blu. Federer contro il ceco Berdych. Nel primo set lo svizzero giochicchia male e perde 3-6. Nel secondo risale in cattedra e va avanti 3-0. Serve Berdych, scambio tosto e Federer cerca di uscirne con una palla corta: il ceco ci arriva a fatica e fa punto, 15-0. Federer si avvicina all'arbitro.

Con calma serafica gli spiega che il punto, in realtà, è suo. Non è una protesta infantile o una piazzata, tipiche di molti tennisti. Il punto è suo perchè, scientificamente, lui ha visto che non può essere altrimenti. Ripeto, scientificamente. Osservando il colpo di Berdych, infatti, Federer si accorge che la pallina ha una rotazione in top spin (semplificando molto: la pallina corre veloce in avanti). Solo con il doppio rimbalzo (vietato) la testa della racchetta riesce a muoversi dal basso verso l'alto, imprimendo quell'effetto. Se Berdych l'avesse colpita con un solo rimbalzo l'effetto sarebbe stato opposto, in slice (ossia il contrario, un colpo debole e all'indietro). È una legge della meccanica. Il giudice di sedia bofonchia qualcosa e gli risponde: "Io non ho visto questo". Federer controbatte che sì, "era difficile da vedere", ma "non poteva essere altrimenti". Alla fine, il punto viene lasciato a Berdych. Che poi perderà il match.

Ok, tecnicismi direte. Eppure quello che avete appena letto è analizzabile, con velocità da rallentatore, un ingrandimento e una grande dose d'attenzione, in video. Ci vuole un bel po' di tempo, ma alla fine si scopre che Federer ha ragione. Lui tutto questo l'ha fatto giocando, in una finale Master 1000, contro un top 10. Non era al circolo canottieri; non era sul divano, davanti a uno schermo, con la lente d'ingrandimento in una mano e una birra nell'altra. Per farvi un paragone: è come se un arbitro, nella finale di Europa League, al 92esimo, anticipasse il Var visualizzando l'azione al rallentatore nella sua mente, azzeccando un fuorigioco di pochi millimetri. Il tutto esausto, grondante di sudore, dopo un incredibile sforzo fisico. O hai doti soprannaturali, o sei quanto di più vicino alla perfezione ci possa essere in quella disciplina. Federer era (è) nella seconda categoria.  

Non mi dilungo ulteriormente. Sarete subissati da articoli che parlano di lui. Ma, credetemi, vi basta sapere di quel piccolo, minuscolo punto rubato. Qualcuno ha scritto che con la morte della regina Elisabetta è finito il Novecento. Non ho idea, in una scala di valori, quanto la storia del tennis puntelli le vicende umane di un secolo. Lo sport, in fondo, è parte di noi, è vita. So solo che senza Federer che gioca, in quel secolo dopo il Novecento, adesso c'è un bel cassetto vuoto. 

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