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Lunedì, 17 Giugno 2024
Serie A / Genova

"Da angeli del fango a criminali". Il mondo ultras difende i fatti di Genova

Foto e post sul web a favore di chi ha obbligato i calciatori a spogliarsi della maglia rossoblù sanciscono la rottura definitiva del giocattolo-calcio. Da una parte le curve, dall'altra i 'vertici' del pallone

Quella che per tutti è stata la "follia di Genova" continua a far discutere. Mentre sono saliti a 15 i tifosi sui quali è calata la mannaia del Daspo, e che pertanto non potranno più assistere a manifestazioni sportive per almeno 12 mesi, nel mondo ultras comincia a serpeggiare un'evidente voglia di fare chiarezza.

La foto qui di fianco postata su facebook dai tifosi della Nocerina è il senso di quanto sta accadendo soprattutto tramite il web. "Da angeli del fango a criminali". Il mondo ultras, ma non solo, sta infatti cercando di portare le proprie ragioni di quanto accaduto domenica, quando sul risultato di 0-4 per il Siena, un centinaio di tifosi del Genoa si è spostato dalla curva alla tribuna è ha di fatto costretto l'arbitro a sospendere per oltre 45 minuti la partita. Ma, soprattutto, ha obbligato i giocatori del Genoa a spogliarsi della maglia rossoblù che, secondo i tifosi, stavano "disonorando".

Un gesto, questo, che ha fatto alzare gli scudi ai vertici del calcio italiano. Ma i tifosi non ci stanno, e non solo quelli genoani. Un po' perchè, si difendono, "non è successo niente di violento. Abbiamo solo espresso la nostra legittima rabbia nei confronti di un gruppo di giocatori indegni di indossare i nostri colori". Ma soprattutto perchè quei tifosi oggi "distrutti dalla solita stampa" - l'attacco del mondo ultras - sono "gli stessi che la stessa stampa ha elogiato in quanto 'Angeli' tra gli 'Angeli del fango'" che dopo l'alluvione che colpì Genova, si misero pala in mano a ripulire la città dalle macerie del disastro di terra e acqua. 

Ed ecco la difesa. "L'unico reato è l'essere passionali, amare in modo viscerale la squadra della propria città fino ad arrivare a bloccare una partita, durante la quale 11 giocatori di calcio, se così li si può definire, che ricevono alla fine del mese fior fior di soldi, non si impegnano e non onorano la maglia che indossano ogni maledetta domenica". Questo quanto si legge sul sito Osservatorio repressione.

Quanto alle parole del presidente del Genoa Calcio, Enrico Preziosi, per il quale "i delinquenti" - riferito ai tifosi che hanno sospeso la partita - "devono andare nelle prigioni, e tutti sanno chi sono questi delinquenti", l'ira degli ultras, non solo genoani, si è manifestata con un fotomontaggio. Al centro, la sua foto sotto al palazzo di giustizia. Quindi, il 'curriculum' di Preziosi: "3 ottobre 2008: patteggia 3 mesi di reclusione (pena insultata) per il reato di bancarotta fraudolenta e il fallimento del Como Calcio; 2 marzo 2007: condannato a 4 mesi di reclusione per il reato di frode sportiva in merito alla partita Genoa-Venezia".

Il giocattolo è ormai rotto - UItras contro autorità. Autorità contro i presidenti. Ultras contro i loro presidenti. Tessera del tifoso, pay tv. L'elenco potrebbe continuare a lungo. La sensazione, a maggior ragiono dopo i fatto di Genoa-Siena, è che il giocattolo-pallone, in Italia, si è ormai rotto.  

"Quando indossi la maglia di qualsi voglia squadra di calcio e al mese guadagni fior di fior di soldi" si legge su un forum di tifosi genoani "devi scendere in campo e metterci tutta la passione, la grinta e l'amore che sulle Curve ci mettono gli Ultras di tutta Italia, facendo sacrifici ogni domenica per seguire ovunque giochi la propria squadra. Ecco perché è stata giusta la decisione di richiedere le maglie da gioco, perché un giocatore deve essere degno di indossarla".

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