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Venerdì, 20 Maggio 2022
Ciclismo

Doping, l'Unione ciclistica mondiale revoca i 7 tour vinta da Armstrong

Armstrong ha vinto i suoi sette Tour de France dal 1999 al 2005, in quest'ultimo anno precedendo l'italiano Ivan Basso

 

"Lance Armstrong non ha più alcun posto nel ciclismo". Lo ha detto il presidente dell'Uci, Pat McQuaid l'Unione ciclistica internazionale, annunciando a Ginevra l'accoglimento della richiesta dell'Usada di revocare i sette Tour vinti dall'americano, a seguito delle accuse di doping. L'Uci, l'Unione ciclistica mondiale, ha di fatto revocato i sette Tour vinti da Lance Armstrong, come chiesto dalla Agenzia antidoping statunitense. "L'Uci non presenterà ricorso contro la decisione dell'agenzia antidoping statunitense". Pat McQuaid, presidente dell'Unione ciclistica internazionale, annuncia la decisione della federazione mondiale in relazione al caso di Lance Armstrong. 
 
L'ex ciclista statunitense è stato radiato dall'agenzia antidoping statunitense (Usada) per il ricorso sistematico a sostanze illecite. Il provvedimento comporta, in particolare, la revoca dei 7 titoli conquistati dall'americano al Tour de France tra il 1999 e il 2005. "È un giorno decisivo per il ciclismo in un momento molto difficile. Il mio messaggio allo sport, agli atleti, agli sponsor e agli appassionati è che il ciclismo ha un futuro. Non ci troviamo per la prima volta ad un crocevia importante, abbiamo già affrontato momenti complicati", dice McQuaid nella conferenza stampa a Ginevra.
 
Armstrong, inchiodato dalle 1000 pagine del dossier Usada che si basa anche su 26 testimonianze, "non ha posto nel ciclismo". Sono serviti anni, e soprattutto le inchieste della giustizia ordinaria negli Usa, per scoperchiare il pentolone. "Questa attività illegale si è sviluppata tra il 1998 e il 2005. L'Uci è sempre stata in prima linea nella lotta al doping e ora ha a disposizione strumenti diversi rispetto a quelli che si potevano utilizzare in quel periodo. Detto questo, noi possiamo inviare i campioni ai laboratori: non abbiamo a disposizione altri tipi di controllo", dice McQuaid. 
 
"Molti test, in quel periodo, venivano eseguiti a margine delle competizioni e non in altre sedi. La situazione adesso è cambiata e noi dobbiamo adeguarci alle novità. Se nel 1998 avessimo avuto gli strumenti che abbiamo oggi -osserva- probabilmente oggi avremo meno doping. È facile ora guardare al passato, ad un'epoca in cui tra l'altro non ero presidente, e pensare che si sarebbe potuto fare di più. Noi, così come l'Usada, non abbiamo il potere e le risorse che hanno le forze dell'ordine", aggiunge. 
 
"Nel ciclismo c'è una cultura del doping -ammette- ma questa situazione può cambiare e lo dimostrano le dichiarazioni rese negli ultimi giorni da atleti come Bradley Wiggins e Philippe Gilbert". Il procedimento a carico di Armstrong potrebbe avere conseguenze anche a livello finanziario: che fine faranno i premi in denaro vinto dal texano nelle annate macchiate dal doping? "Venerdì prossimo ci riuniremo nuovamente per discutere. Dobbiamo cambiare la gestione a livello finanziario. Servirebbe una modifica regolamentare che solo il Management Committee può varare", dice McQuaid.

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