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Giovedì, 13 Giugno 2024
Olimpiadi

Olimpiadi 2012, Valentina Vezzali può entrare nel mito come Carl Lewis

"Sto provando a non pensare a tutto ciò - spiega all'ANSA la pluriolimpionica dal ritiro di Norcia, dove il dream team del fioretto si prepara ai Giochi di Londra"

L'obiettivo è quello di uguagliare un mito dello Sport mondiale come Carl Lewis (4 ori in 4 Olimpiadi) ma più romanticamente il sogno di Valentina Vezzali, portabandiera azzurra a Londra 2012 e reduce da tre ori consecutivi vinti a Sydney, Atene e Pechino, è quello di 'onorarè uno dei Maestri dello Sport italiano, Edoardo Mangiarotti, 13 medaglie olimpiche, di cui ben sei d'oro. E adesso che il re della scherma se n'è andato, tocca a Valentina tentare di entrare nella Hall of fame olimpica. 
 
"Sto provando a non pensare a tutto ciò - spiega all'ANSA la pluriolimpionica dal ritiro di Norcia, dove il dream team del fioretto si prepara ai Giochi di Londra - Ho sempre sostenuto che i record sono fatti per essere superati, mentre i miti per essere onorati. Uguagliare un atleta come Carl Lewis è un onore, ma nella scherma abbiamo un altro mito olimpico: Edoardo Mangiarotti. Ci ha lasciato un mese fa ma a Londra ci sarà nel ricordo di tutti", dice con commozione l'atleta jesina classe '74 che nella sua storia olimpica ha finora collezionato 5 ori (tre nell'individuale e due a squadre), un argento e un bronzo nelle quattro Olimpiadi fin qui disputate. Non fosse stato per la finale persa contro la romena Laura Badea ad Atlanta 1996 Valentina sarebbe già ora nel mito dei Cinque cerchi. Uno straordinario curriculum che le ha, quasi di diritto, fatto indossare l'abito della portabandiera italiana alla cerimonia di apertura il prossimo 27 luglio. 
 
Un motivo di orgoglio che vale quanto una stoccata vincente: "Sto lavorando sodo in ritiro con la Nazionale - prosegue la Vezzali - perchè devo recuperare un pò di concentrazione dopo il tourbillon 'positivò seguito alla decisione del Coni di scegliere me quale portabandiera azzurra a Londra. L'umore è buono perchè non manco certo di stimoli, anzi. Non vedo l'ora di arrivare a Londra".
 
Saranno più temibili le avversarie a cominciare dalle rivali azzurre Elisa Di Francisca e Arianna Errigo o lo stress accumulato in questi ultimi mesi, considerato che l'olimpionica arriva ancora una volta in pedana negli ultimi 15 anni come l'atleta da battere: "Lo so e ne sono consapevole - spiega ancora - Non ci si abitua mai alle pressioni della vigilia, ma è anche vero che bisogna affrontarle se si vuole arrivare in fondo. Personalmente credo che ognuna delle atlete qualificatesi per la gara di fioretto femminile a Londra, può arrivare in alto. Ogni avversaria quindi è assolutamente temibile e, quindi, guai a pensare di essere superiori ad alcuna", conclude Valentina che sulla strada verso la leggenda se la dovrà vedere con la temibile coreana Hyun NAM, già sconfitta in finale a Pechino ed attuale n.2 al mondo, con le russe Lamonova e Shanaeva e con la polacca Gruchala.
 

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